Letture per il Riconoscimento

spunti per la lettura

Chi si unisce al blog, deve avere chiari alcuni concetti chiave. Qui di seguito ci sono alcuni spunti per riflettere in modo critico sulla nostra multiforme categoria.

Spunto 1: Vorrei che riflettessimo sulle capacità organizzative del gruppo Insegnare all’Estero, dove interagiscono soprattutto insegnanti di ruolo, che sono riusciti a ricavarsi una certa visibilità.

Spunto 2: Questo è un articolo sull’Huffington Post . it che parla di loro e delle loro iniziative. Poi però teniamo ben presente anche quest’articolo de Il fatto quotidiano sullo scandalo del concorso degli insegnanti all’estero (ne parlo con un pizzico di polemica, dai, ce sta tutta!)

Spunto 3: Poi vorrei che leggeste questo link suggerito da paglyy, che riguarda i Cobas-Scuola e gli insegnanti di italiano L2

Spunto 4: Poi però non dovremmo sottovalutare il link dell’Apidis, in cui si parla dei requisiti per entrare a far parte dell’albo: è importante notare quanto sono complicati e quanto è lunga la lista. In poche parole, visto l’abbondare di titoli, abbondano le caratteristiche. E’ utile per capire chi siamo e cosa potremmo volere;  il condizionale qui è d’uopo!

Spunto 5: una ricognizione degli ostacoli alla nostra professione e professionalità dal blog g-lottando (utile anche per la discussione su Chi siamo e cosa vogliamo.

 

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5 pensieri su “Letture per il Riconoscimento

  1. Mi ero presentata tempo fa in Italiano per stranieri e quindi non ho pensato a ripresentarmi. Attualmente insegno spagnolo (a tempo determinato) nella scuola pubblica e L2 occasionalmente a scuola nei corsi pomeridiani e in un’università americana a roma. Per sei anni ho lavorato in Scozia insegnando italiano per il consolato ad adulti e bambini, nei college in corsi per adulti e all’Università di Glasgow. Sono d’accordo con te, Ambra, ci vuole chiarezza da parte del ministero. La mia risposta, però, si riferiva all’articolo da te postato in cui a parlare sono insegnanti che criticano il nuovo sistema di reclutamento all’estero.

  2. Si, sono io. Ora ti ho messo anche la foto!

  3. Ciao Federica, guarda che noi nella scuola pubblica vorremmo poter insegnare italiano agli studenti stranieri in Italia. La scuola pubblica italiana all’estero non ci interessa e non ci compete. Noi vorremmo la possibilità di andare a insegnare italiano nelle Università straniere, perché siamo formati per questo tipo di lavoro. Il problema è a monte. Il problema è il Miur che autorizza titoli vari in didattica dell’italiano e poi non si adopera per indire bandi chiari in cui questi vari titoli accademici possano essere spesi, visto che alla fine sia in Italia che all’estero vengono inviati insegnanti di ruolo (per l’estero poi subentra il MAE). Circa il reclutamento io prima ho bisogno di capire meglio chi siamo. Infatti, alla fine no ho capito che lavoro fai. Scusa, ma non mi è chiaro dal tuo commento. Grazie! ALA e aggiungo: secondo me devi commentare anche nel “chi siamo e cosa vogliamo”.

  4. Come ho già avuto occasione di scrivere in passato sul gruppo Italiano per stranieri, non comprendo tutto questo allarmismo nei confronti del nuovo metodo di reclutamento del ministero all’estero. Perché un ente privato non dovrebbe assicurare la qualità dell’insegnamento all’estero? Del resto, gli insegnanti inviati all’estero dall’Italia non sono necessariamente specializzati in italiano L2, anzi, quasi mai (cosi come spesso succede a chi fa L2 nella scuola pubblica italiana). Insomma,mi sembra che in questo modo si continui a difendere il “ruolo”, non la L2. Ciò non toglie che, nei miei anni all’estero,ho conosciuto e lavorato con bravissimi insegnanti di italiano che erano stati chiamati dal Ministero, soprattutto ne,le scuole elementari, devo dire. Per quanto riguarda le superiori, ho trovato meno competenza. Io stessa sono stata reclutata in loco dall’ufficio scolastico del consolato, tramite una mia “messa a disposizione”, e sono stata scelta tra altri candidati dopo il superamento di una prova scritta e di un colloquio orale, per ricoprire il ruolo di docente in corsi per adulti e poi per supplenze nelle scuole elementari. Non è stata forse questa una “chiamata diretta”? All’epoca ero laureata e, grazie all’ufficio scolastico del consolato, ho preso le certificazioni Ditale 1 e 2. Personalmente, sono più interessata al riconoscimento della nostra professionalità e a far si che personale qualificato cominci ad insegnare italiano nelle scuole pubbliche italiane. Scusate se mi sono dilungatama ci tenevo ad esprimere di nuovo la mia opinione.

    • Federica, ma che sei Federica… Federica quella che si occupa di trovare info per le Lauree?

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