Si parla di noi (e del nostro lavoro) su Italians

Italians-Corriere-Severgnini

Il post di oggi 9 dicembre mira a raccogliere tutti quegli articoli della rubrica Italians di Severgnini, in cui si parla del nostro lavoro.
Iniziamo con Gaia Paolini, grazie alla quale la notizia della petizione arriva a Italians per la prima volta. Seguono, quindi, i vari interventi –della settimana scorsa- sugli IIC.

Il 5 dicembre era stato proprio Severgnini a parlare della situazione degli IIC nel mondo con una riflessione che ne risaltava l’operato, commentando negativamente la chiusura di alcuni IIC: <<Il Ministero degli Esteri ha annunciato la chiusura di altri tredici Istituti Italiani di Cultura (IIC) e sedi distaccate.

Tra questi Lussemburgo e Strasburgo (due chiavi per l’Europa), Copenhagen (porta del nord che sogna l’Italia), Francoforte (sede del più grande Salone del Libro), Vancouver (piena di facoltosi viaggiatori canadesi), Washington DC (capitale politica del mondo). (…)  “Qualcuno dirà: spending review, bisogna risparmiare! A parte il fatto che usare un nome inglese per rivedere la spesa culturale italiana appare assurdo, ribatto: i soldi per la promozione culturale nel mondo non sono spese. Sono investimenti. Vanno fatti bene: tutto qui.” (…)
“Vi assicuro che alcuni IIC fanno molto con poco (12 milioni per il funzionamento di 90 Istituti!) E soprattutto fondere la Società Dante Alighieri (che ha un bel nome e una bella tradizione) con gli Istituti di Cultura (che hanno una buona rete)”.

La prima risposta non si fa aspettare ed è da parte di Iacopo Viciani, del MAE. Siamo al 6 dicembre.
Viciani illustra nel dettaglio la distribuzione dei finanziamenti e la presenza nel mondo degli IIC. Vista la sua conoscenza anche legislativa approfondita, non crede che l’accorpamento Dante/IIC sia fattibile, perché sono istituzioni molto diverse (l’una riceve finanziamenti pubblici, l’altra no) e le leggi che regolano gli IIC non lo permetterebbero.

Il 7 dicembre è la volta di Federiga Bindi, direttore IIC Bruxelles. Un intervento lodevole il suo (fossero tutti cosi i direttori degli IIC). La Bindi punta proprio sull’importanza dei corsi di lingua “I corsi di lingua e cultura italiana sono strategici per la promozione e fonte di introiti. Tuttavia una didattica di qualità implica attirare e trattenere gli insegnanti migliori, dotarsi di hardware e software per le classi, offrire formazione continua ai docenti. Si deve essere qualitativamente competitivi e differenziabili da altri enti che offrono corsi di italiano: nel 2012-13, abbiamo avuto 1800 corsisti e proposto 166 corsi, con un aumento degli introiti del 20%”.
Non ci sono riferimenti alla formazione dei docenti da assumere, ma si riconoscono le
difficoltà a livello amministrativo: “Idem i docenti: ad esempio, noi – con una dozzina
di corsi nella stessa fascia oraria – necessitiamo di almeno 12 insegnanti, che certo
non possiamo assumere visto che insegnano in media solo 60 ore a trimestre. Quindi ricorriamo a personale locale (hai ragione anche qui!) a contratto, cosa complicatissima nella P.A..>>

E’ qui che vorrei inserire l’articolo di Filomena Fuduli sulla chiusura delle scuole italiane a Bruxelles. L’articolo è apparso su La Voce di New York il 25 novembre, quindi è estremamente attuale, e direi, in contrasto con le promesse e premesse della Bindi. Vabbeh…

Tornando a Italians e concludendo, a Ezio Peraro, che dirige l’IIC di Bucarest, va riconosciuto il merito di aver accennato per la prima volta alla “sostituzione degli insegnanti di italiano di ruolo inviati dall’Italia con giovani laureati e specializzati in didattica dell’italiano a stranieri” (…) “che potrebbe essere di immediata esecuzione.  I vantaggi sono numerosi ed evidenti: si offre un’opportunità di fare un’esperienza lavorativa all’estero (magari limitata a 3 anni), costerebbero infinitamente meno, sarebbero portatori di entusiasmo, etc etc.”

Certo, c’è molto da commentare circa questi insegnanti da mandare negli IIC e sulle modalità del contratto.

Il blog serve anche a questo.

Buona lettura!

RiconoscimentoAmbra

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4 pensieri su “Si parla di noi (e del nostro lavoro) su Italians

  1. Pingback: Riconoscimento della professionalità degli insegnanti di italiano L2/LS | Riconoscimento e le DA e gli IIC nel mondo

  2. Pingback: Riconoscimento della professionalità degli insegnanti di italiano L2/LS | Riconoscimento tende una mano agli IIC

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