Resoconto del convegno “Lingua e cultura italiana…” Roma, 16/12/13

UIL SCUOLA

Ed ecco a voi il resoconto!!!

Ricapitolando: convegno organizzato e sponsorizzato dalla UIL SCUOLA: “Lingua e cultura italiana. Strumento di integrazione in Italia e nel mondo”, Roma, 16 dicembre 2013 al Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, con interventi dell’onorevole Khalid Chaouki (Deputato PD – Commissione Esteri Responsabile Nuovi Italiani) e della Ministra per l’integrazione Cecile Kyenge.
Ma iniziamo dalla fine soprattutto per sfamare la vostra curiosità: è ufficiale, consegna del documento avvenuta, ma, come accennato su Italiano per Stranieri, c’è stato un cambio di programma e il documento è stato consegnato all’onorevole Khalid Chaouki, che nel suo discorso si è dimostrato determinato a impegnarsi in difesa dell’italiano come strumento di integrazione. Il suo è stato un intervento energico, ha parlato con parole chiare e determinazione, con un tono di voce deciso, risultando molto gradevole e ispirando simpatia. D’altronde, dopo aver visto entrare la ministra Kyenge scortata da tre guardie del corpo, ci siamo resi conto che non l’avremmo potuta avvicinare nemmeno con la tattica dell’urletto-svenimento (credo di Federica, a incontro avvenuto 🙂 ).


Chaouki sedeva dietro di noi, esattamente dietro Federica, così appena si è alzato, ci siamo velocissimamente consultati e abbiamo deciso di destinare a lui il frutto di ore di consultazioni. Si è alzato subito Sergio, e Federica gli è corsa appresso (io sono rimasta seduta a fare scarabocchi sul foglio). Non tornavano: segnale positivo. Quando sono tornati avevano le mani che straboccavano di bigliettini da visita. L’on. Chaouki e la sua segretaria si sono dimostrati subito molto gentili e in particolare l’onorevole ha voluto che gli dessimo del tu. Gli è stato spiegato chi eravamo e i motivi di quel documento. Quindi, ci ha detto che si sarebbe interessato alla nostra causa e che ci avrebbe voluto parlare presto e di scrivergli, che loro controllano regolarmente l’email (siamo fieri di annunciare che presto ci muoveremo con l’email di Riconoscimento, prendiamo ufficialmente forma). E qui tutti a strizzare l’occhiolino, please!

Tornando a Chaouki, ci consiglia di parlare con l’on. Francesca La Marca, eletta nella Circoscrizione Estero-America Settentrionale e Centrale, rassicurandoci circa il suo interesse. E così, vi preannunciamo, siamo riusciti a mettere da parte anche il bigliettino da visita dell’on. La Marca, che sedeva proprio dietro di RiconoscimentoAmbra.

Tra gli interventi dei vari funzionari UIL e di vari notabili signori di cui ricordiamo soprattutto il viso, è intervenuta una collega che lavora in Germania, a Norimberga: la professoressa Gabriella Dondolini, l’unica che ha accennato al mancato riconoscimento della nostra professionalità e all’inesistenza di una classe di concorso specifica per l’italiano L2/LS, con riferimenti puntuali alla SSIS Veneto (così l’ha chiamata) che poi non si sa per quale motivo, pur avendo abilitato degli insegnanti, non li ha messi nelle condizioni di lavorare (acuta osservazione considerando l’emergenza più volte gridata in tutti gli interventi del convegno).
L’intervento della Dondolini mi ha fatto scappare un “Bene!”, perché per la prima volta, in più di un’ora di buoni intenti, qualcuno faceva emergere il problema con dei toni anche agguerriti: per la prima volta si parlava di noi!
Molte volte nell’arco del convegno si è parlato di “alunno straniero”, ma l’unico ad affrontare seriamente la definizione di “straniero” è stato Chaouki, che ci ha ricordato che è un aggettivo che denuncia una situazione paradossale dovuta all’inadeguatezza delle leggi italiane. Questi studenti sono in realtà cittadini culturalmente e linguisticamente italiani al 100%, non lo sono “solo” legalmente. E all’apertura del convegno Angelo Luongo, organizzatore e responsabile del Dipartimento Estero UIL Scuola, ha fatto proprio riferimento allo “ius culturae” che dovrebbe essere la chiave di svolta per questa incresciosa situazione tutta italica.

Comunque, per farla breve, a fine convegno ci fiondiamo sull’onorevole La Marca e sulla Professoressa Dondolini. La Marca si smarca subito, promettendo che sarebbe tornata a parlarci ma che doveva salutare delle persone, e così, mentre mi volto verso i miei prodi compagni, scorgo, insieme alla mitica Dondolini, Silvia Giugni, la responsabile della certificazione Plida.
Mi presento dicendole che la conoscevo e che ero amica di Carlo Guastalla e che eravamo lì per la nostra iniziativa e cioè che avevamo messo su un blog. Silvia Giugni ci riconosce ed esulto! Dice che si è iscritta al blog e che quindi ci segue e che pur avendo commentato sulla pagina Fb, non ha potuto poi ricontattarci come avrebbe voluto. Le dico che ero contenta di vederla e la presento ai boys. I suoi commenti ci trovano d’accordo: non si è andati al centro della questione e lei stessa, proprio in un convegno in cui si parla di certificazioni, non era stata invitata, ma sedeva tra il pubblico. Però, ancora una volta ci scambiamo una promessa di collaborazione, mentre nel frattempo Federica e Sergio, che hanno parlato con la Dondolini, sono riusciti a sapere che il suo intervento era in realtà molto più complesso e che è disponibile a pubblicarlo su Riconoscimento.

Dulcis in fundo ci teniamo a sottolineare che la presenza della Ministra Kyenge è per noi segno di grande serietà, così come dimostrano le parole durante il suo intervento, che ci sentiamo di riportare quasi fedelmente: “[…] abbiamo bisogno di professionisti perché insegnare italiano a stranieri non è come insegnare italiano a madrelingua italiani! Il mio ministero sta lavorando per trovare le risorse necessarie ad attuare una formazione adeguata degli insegnanti!”

Questo per ora è tutto.

N.d.R. Mentre scriviamo quest’articolo, ci stiamo consultando sul da farsi, continuano a fioccare messaggi su Fb – il mezzo più immediato, perché non c’è tempo da perdere.
Concluderei, quindi, con una nota personale, che so che Federica e Sergio condivideranno.
E’ stato bello e significativo incontrarci oggi pomeriggio.
Ci siamo intanto conosciuti dal vivo e questa è la prima cosa bella di una lunga lista. E’ stato appagante pregustarsi l’incontro, è stato intenso lo scambio concitato, quando Chaouki si è alzato per andare via (bisognava decidere cosa fare del nostro documento, nato per la Kyenge e farlo sussurrando strategie). Mi ha dato una grande soddisfazione veder tornare Federica e Sergio con i bigliettini da visita e ascoltare quei pochi dettagli della loro conversazione con l’onorevole davanti all’ascensore. E’ stato emozionante quando Silvia Giugni ci ha riconosciuti, cercare di convincere l’on. La Marca ad interessarsi a noi e lo scambio con il professor Norberto Lombardi, coinvolto nella conversazione dalla La Marca stessa. Ed è ancora piuttosto avvincente questo lavorio e questo confronto assiduo del dietro le quinte con tutti voi di Riconoscimento, perché chi legge questo articolo deve sapere che dietro a noi tre che siamo stati lì fisicamente ci sono stati scambi continui e sempre positivi e propositivi con molte persone, che hanno tifato e tuttora condividono l’entusiasmo e la soddisfazione con noi.
La cosa più trascinante di questo progetto, di questo sogno, di questa esperienza siamo soprattutto noi. Noi e la nostra voglia di dire basta, una volta per tutte, alle ingiustizie.
Per cui unitevi, non pensateci troppo e scriveteci.
Quest’email riconoscimentol2ls@gmail.com fa bene alla salute!

Riconoscimento Federica
Riconoscimento Sergio
Riconoscimento Ambra

In ordine di apparizione:

Khalid Chaouki, (PD), nato a Casablanca (Marocco) nel 1983. Cresciuto tra Parma e Reggio Emilia, ha iniziato da giovanissimo ad impegnarsi nel volontariato nell’ambito della comunità islamica locale e all’interno del Centro Interculturale Mondinsieme di Reggio Emilia. Il 23 Settembre 2001 è tra I fondatori, a Milano, dell’associazione “Giovani Musulmani d’Italia”. Nel Settembre 2003 viene eletto presidente nazionale dei GMI e nel 2005 diventa membro della Consulta per l’Islam italiano presso il Viminale. Giornalista professionista, ha pubblicato “Salaam, Italia! La voce di un giovane musulmano italiano” (Aliberti editore). Fin dalle scuole superiori è stato impegnato nelle fila della Sinistra Giovanile, mentre attualmente è responsabile dei Nuovi Italiani del Partito Democratico.

Francesca La Marca, (PD), Circoscrizione Estero Camera/America Settentrionale e Centrale. Nata a Toronto, ha conseguito la laurea in lingue e filosofia, master e dottorato in letteratura francese, presso l’Università di Toronto. Ha insegnato in alcune università del sud Ontario, tra le quali l’Università di Toronto, dove è attualmente membro esecutivo di una commissione governativa e partecipa attivamente ad eventi accademici. Francesca parla quattro lingue – italiano, francese e spagnolo – oltre all’inglese che è la sua lingua madre ed insegna privatamente lingue. È coinvolta nella comunità italo-canadese ed è stata presidente della “Sicilian Cultural Society of Canada”, per la quale ha organizzato con successo eventi di carattere socio-culturale.

Gabriella Dondoli-Scholl è lettrice di italiano del ministero degli Affari Esteri presso l‘Università di Erlangen-Norinberga. E‘ specializzata in tecniche didattiche multimediali.

Silvia Giugni, coordinatrice certificazione Plida, qui in un suo intervento al convegno della Alma Edizioni al MAXXI di Roma del 2013.

Norberto Lombardi, consigliere CGIE e direttore del Centro studi Molisani nel Mondo. Info sul CGIE qui.

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9 pensieri su “Resoconto del convegno “Lingua e cultura italiana…” Roma, 16/12/13

  1. iscritta da poco al blog e quindi sto cercando di informarmi velocemente, mi sembra un successo aver potuto parlare con chi dovrebbe, per il ruolo ricoperto dimostrasi attento al riconoscimento di una professione che esiste e lavora da anni. sono d’accordo con porfido rispetto al fatto che bisogna riconoscere la formazione degli insegnanti già esistenti e non mettere risorse per altre formazioni…..se posso contribuire dall’ecuador dove insegno Ls ditemelo! bravissimi!

  2. Condivido l’entusiasmo di tutti e ringrazio i nostri prodi che si sono “immolati per la causa”!!! Mi sarebbe piaciuto davvero essere presente!
    Condivido, però, anche le paure di porfido e Ciccio. Bisogna far capire alla ministro e a chi le sta intorno che non bisogna stanziare fondi per la formazione degli insegnanti già di ruolo, ma si potrebbero per esempio finanziare corsi di lingua e far lavorare chi è già formato (ovviamente dopo aver individuato i criteri per valutare le competenze, come suggerisce porfido)!
    Il problema è proprio che non siamo “conosciuti” (eppure speravo che almeno la Kienge…), ma continuando a farci notare con azioni come questa, articoli in testate importanti e chi più ne ha più ne metta, credo che riusciremo quanto meno a far capire a tanti che esistiamo anche noi!

  3. Bravi bravi bravi alle truppe d’assalto di Rinascimentoitaliano sguinzagliati tra ministri e deputati!!!
    Dobbiamo davvero metterci la corazza perché la strada che cerchiamo è tutta in salita e piena di curve a gomito: temo anch’io, come dice Porfido, la deriva verso la formazione interna dei soliti già inseriti. E aggiungo che se dovesse succedere davvero non sto a guardare questa volta.

  4. Oriana del Miur e di quelle sigle non c’era nessuno. La La Marca ci è stata consigliata da Chaouki. Essendo lei italo-canadese è probabilmente sensibile al tema dell’insegnamento dell’italiano nelle scuole all’estero e del mantenimento e promozione dell’italiano come lingua etnica, lingua parlata esclusivamente a casa. Che poi in quel caso si parlano i dialetti dei nonni e non si tramandano oltre la terza generazione, per quello che ho visto. Si è parlato infatti della promozione dell’italiano nei paesi in cui c’è stata una forte immigrazione italiana come gli Stati Uniti o il Canada. Un obiettivo proposto era x esempio promuovere la lingua italiana per spingere questi giovani italo-americani di venire a studiare inItalia (sono scettica, conoscendo la realtà universitaria americana). Il relatore, però, ha fatto un solo esempio di italiano di terza generazione famoso, riferendosi al neoeletto sindaco di New York e nemmeno citandolo per nome (un po’ poco per sostenere il suo discorso in difesa dello studio della lingua negli US). La La Marca è quella che ha parlato meno di tutti, ma si è resa disponibile. Quindi ti direi che se senti il bisogno di rientrare in Italia fallo, ma a prescindere dai nostri successi. La strada è tutta in salita e siamo appena partiti. Suggerisco scarpe comode… e… vestiti (imperativo) a strati.

  5. America settentrionale e centrale… sbagliai…

  6. Ma tutto questo interesse da parte di Germania e Sudamerica… sbaglio a pensare che punteranno di più sul miglioramento della qualità dell’insegnamento dell’italiano all’estero? C’erano rappresentanze dei CTP, USR regionali o del MIUR o chi per essi?

  7. Io sto pensando che se tutto questo interesse da parte di tutti questi eccellenti personaggi non è fumo ma è arrosto… torno a lavorare in patria! Sogni? Siete stati bravissimi! Avrei voluto esserci 😦

  8. Bravissimi! D’accordo con Porfido: la ciccia è lì, e il ‘nemico’ sono i precari della scuola e quelli già di ruolo che vogliono riconvertirsi.

  9. Fantastici. L’unico momento della lettura in cui mi si è accapponata la pelle è stato quando ho letto le parole della ministro. Bisogna insistere ed essere un martello su questo punto: non servono risorse per formare gli insegnanti, bisogna farglielo entrare bene nella testa a questa gente perché questo è un refrain che sento da troppo tempo. Gli insegnanti, formati, e tanti, già ci sono. Vanno trovati i criteri per valutare le loro (nostre) competenze d’insegnamento semmai, compito arduo e che scontenterà tutti, ma è l’unica cosa da fare, altrimenti toccherà rimetterci tutti a ricominciare paradossalmente da zero, o addirittura esclusi da corsi interni alle scuole per insegnanti già abilitati. Mi impaurisce molto questa deriva perché è la più semplice da perseguire, ma anche quella che ci frega a noi e produce dei risultati modesti.

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