Riconoscimento e l’Accademia di Belle Arti di Roma

belle arti

Inondare caselle email con lettere di protesta sembra una delle principali occupazioni di Riconoscimento&friends.
L’ultima, in ordine cronologico, ad essersi meritata la nostra attenzione è l’Accademia di Belle Arti di Roma, che il 10 febbraio ha indetto un bando per stilare una graduatoria con dei criteri alquanto discutibili.
Due esempi che riuscirebbero a convincere dell’iniquità del bando anche le pietre: tra i requisiti la sola laurea in lingua e letteratura italiana e il fatto che al requisito “conoscenza della L1 dello studente” (il cinese) si possono riconoscere fino a 11 punti, mentre al percorso formativo accademico <<titoli di studio ulteriori oltre a quelli richiesti per l’accesso al Bando: fino a un massimo di 10 punti>>.

Sulla pagina Fb è stata messa a disposizione di tutti il testo di un’email da inviare e i relativi indirizzi a cui recapitarla. Chiediamo a tutti i lettori di sostenere questa campagna di Riconoscimento inviando la lettera.

E mentre ne approfittiamo per ricordare cinque petizioni per IIC minacciati da chiusura, condividiamo un articolo firmato da Dacia Maraini in supporto del ruolo degli IIC nel mondo, da cui si evince che le conseguenze negative della chiusura di un IIC non ha solo conseguenze sulla vita degli insegnanti abbandonati a se stessi, ma ha enormi ripercussioni a livello culturale ed economico per l’Italia.

I cinque IIC da sostenere firmando le loro petizioni: SALONICCO; LIONE; VANCOUVER; ANKARA; STOCCARDA.
Per Stoccarda e Ankara le informazioni obbligatorie da inserire sono nell’ordine: nome, cognome, email, indirizzo, città e cap.

Il testo della lettera:

Da inviare a: direzione@accademiabelleartiroma.it; direzioneamministrativa@accademiabelleartiroma.it; a.midena@accademiabelleartiroma.it; segreteriadidattica@accademiabelleartiroma.it.

e in ccn a: riconoscimentol2ls@gmail.com

“All’attenzione della Direzione dell’Accademia di Belle Arti di Roma.

In riferimento a un bando pubblicato il giorno 10.02.2014 (Prot. 2756/A1a Decreto n.20) per una graduatoria docenti di lingua italiana, ovvero una selezione per soli titoli di personale didattico da destinare a studenti stranieri.
Laddove non è specificato, né ufficializzato si tratti di programma Turandot o Marco Polo (studenti cioè di nazionalità cinese), si chiede di verificare la pertinenza del requisito che viene incluso fra quelli fondamentali ovvero:
La Buona conoscenza della lingua cinese.

Ciò viene espresso senza coerenza né coesione con il resto dei requisiti di ammissione elencati, come laurea in lettere (non in lingue!) né a quelli comuni a un qualsiasi bando redatto dalle più prestigiose università italiane specializzate nella didattica dell’italiano come lingua straniera e con una storia, fama e tradizioni scientifiche nel campo della glottodidattica.
In base a ciò si manifesta perplessità profonda e lo sconcerto nel notare che di base manca una conoscenza di ciò che è la teoria più elementare di un insegnamento come quello linguistico.

Ovvero è assente del tutto un riferimento a quello che viene considerato un requisito ancora più fondamentale rispetto alla padronanza della lingua del destinatario (lo studente cioè!), ossia una certificazione, master o scuola di specializzazione che attesti, insieme all’esperienza, che il docente sopra descritto è qualificato e certificato (sarebbe bene approfondire velocemente le proprie conoscenze in merito leggendo le linee guida della DITALS, CEDILS e DILS). Senza tali titoli è difficile presentarsi a una selezione per docenti di italiano come lingua straniera o lingua seconda.

Il segnale ci preoccupa fortemente in primo luogo dal punto di vista scientifico, perché mette fuori concorso un’intera categoria di insegnanti che sinora hanno maturato esperienza, competenze e conoscenze, i quali sono stati persino in grado di insegnare a classi multilingue senza ricorrere a quello che tecnicamente si chiama lingua ponte ( né a metodi occulti o interpreti). In secondo luogo crediamo che un’iniziativa simile oltre che arbitraria, sia altamente controproducente o pedagogicamente capace solamente di rallentare oltremodo i ritmi dell’apprendimento linguistico, come è universalmente noto, e che dunque possa in qualche modo costituire un cattivo quanto pernicioso precedente.

Immaginiamo sia il nostro unanimemente giustificato e legittimo come intervento che miri a tutelare la nostra professionalità, il nostro operato, la nostra preparazione scientifica; che non vengano quindi equiparate a qualcosa che somigli di più a un mero lavoro di interpretariato, di indubbio valore quest’ultimo, ma che con il nostro ruolo e incarico non ha niente da spartire.
Quello che ci sta a cuore è anche un discorso su larga scala per impedire che si possa fare di un’intera categoria una sorta di versatile e multiforme figura, un ibrido che si modifica al buon bisogno.
Siamo altresì certi che un docente dell’accademia farebbe lo stesso soprattutto per onorare la sua professione e la disciplina che insegna.
Chiediamo dunque che si rispetti quanto detto, nel nome di chi fino ad oggi ha studiato con sacrificio e crede fermamente che il suo lavoro non possa essere frutto di baratto e mero compromesso.

Prima della chiusura dei termini del bando ci appelliamo con fermezza alla direzione perché tenga fede al profilo e ai requisiti richiesti ovunque per un docente di lingua italiana.

Cordiali saluti,

Riconoscimento, Associazione degli insegnanti L2/LS”

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Un pensiero su “Riconoscimento e l’Accademia di Belle Arti di Roma

  1. Pingback: Riconoscimento della professionalità degli insegnanti di italiano L2/LS | L’Accademia di Belle Arti di Roma: in rivolta gli studenti cinesi bocciati

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