Riconoscimento incontra l’Apidis

Post Apidis

Sabato 15 febbraio RiconoscimentoRoma, nelle persone di Dina e Ambra, si è riunito con tre membri dell’Apidis: Mariagrazia Mengaldo, Maurizio Sarcoli e Katia Raspollini.

L’incontro si è rivelato proficuo, poiché ci siamo resi conto di avere un obiettivo comune: il riconoscimento professionale delgli insegnanti di italiano L2/LS. Sul raggiungimento di questo obiettivo sarà necessario un ulteriore confronto, ma c’è l’intenzione da parte di Riconoscimento e dell’Apidis di trovare dei punti di accordo.

Quello che ci accomuna è la consapevolezza di dover essere noi, come associazioni, a doverci rimboccare le maniche per promuovere, difendere e legittimare la figura professionale dell’insegnante di italiano per stranieri (L2/LS). Siamo consapevoli che il riconoscimento professionale può e deve essere legittimato esclusivamente dalle istituzioni alle quali, però,  in teoria, e presto in pratica, saremo noi a fornire (proporre) delle linee guida (requisiti) per il riconoscimento. Tra queste istituzioni rientrano anche le Università che si occupano di didattica dell’italiano a stranieri  e che poco fanno per legittimarci e molto per sminuire il nostro percorso di studi e le esperienze professionali maturate.

L’Apidis, lo ricordiamo, è un’associazione che promuove un Albo Professionale a cui manca però il riconoscimento ministeriale, ma che ha il primato di essere riuscita a definire la figura professionale degli insegnanti di italiano per stranieri, attraverso dei requisiti consultabili qui.

Questi requisiti Apidis, hanno ottenuto un primo riconoscimento soprattutto in Emilia Romagna, a Ferrara ed altri comuni, grazie soprattutto a Emilio Porcaro, presidente uscente, che ha saputo adoperarsi per la loro promozione e accettazione. In questo senso Emilio Porcaro aveva già avuto un incontro con un rappresentante MIUR che era stato messo al corrente dell’esistenza di questi requisiti.

Grazie a Maurizio Sarcoli, siamo venuti a conoscenza di una legge del gennaio 2013 che riguarda le professioni non organizzate in ordini o collegi e in cui rientra l’Apidis, che è un’associazione che promuove un Albo non riconosciuto ufficialmente:

2. Ai fini della presente legge, per «professione  non  organizzata
in ordini o collegi», di seguito denominata «professione», si intende
l'attivita' economica, anche organizzata, volta alla  prestazione  di
servizi o di opere a  favore  di  terzi,  esercitata  abitualmente  e
prevalentemente mediante lavoro  intellettuale,  o  comunque  con  il
concorso di questo, con  esclusione  delle  attivita'  riservate  per
legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi  dell'art.  2229
del codice civile, delle professioni sanitarie e  delle  attivita'  e
dei  mestieri  artigianali,  commerciali  e  di  pubblico   esercizio
disciplinati da specifiche normative.

Nell’ambito della conversazione è stato proposto da Dina, al fine di creare una federazione di associazioni, di iniziare a trovare e quindi contattare associazioni locali o nazionali interessate al discorso federativo, come per esempio l’Asils, (Associazione Scuole di Italiano come lingua seconda).
Per questo motivo le modifiche a PIPPO sono adesso un’ assoluta priorità e sicure di un impegno di Riconoscimento e dei colleghi del blog e della pagina, ci siamo impegnate a fornire per fine febbraio una versione aggiornata di PIPPO, la cui discussione potrebbe rientrare nell’ordine del giorno dell’incontro annuale dei soci Apidis, che si terrà a marzo a Bologna.

Infine, visto l’interesse dimostrato dall’Apidis per le questioni di Brescia e Bologna, abbiamo illustrato la nostra perplessità nei confronti del bando dell’Accademia delle Belle Arti di Roma, chiedendo sostegno alla nostra iniziativa di protesta.

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5 pensieri su “Riconoscimento incontra l’Apidis

  1. Buongiorno, volevo sapere avendo la certificazione ditals I e II livello si può far parte dell’albo degli insegnanti di L2/LS essendo diplomata?E riconosciuto da Apidis con questi requisiti? Grazie.

    • Loredana, chiedilo direttamente ad Apidis, anzi vai sul loro sito dove troverai le risposte alle tue domande.

  2. Pingback: Riconoscimento della professionalità degli insegnanti di italiano L2/LS | Riconoscimento incontra l’Apidis. Parte II

  3. Perfetto! Unire le forze è l’unico modo di rafforzare la nostra voce!

    Permettetemi però un dubbio riguardante gli obiettivi: la creazioni di un albo professionale e dunque il riconoscimento della professione rappresentata dagli iscritti a tale albo (ecco il trait d’union, il necessario sviluppo trasversale tra le istanze di Riconoscimento e di APIDIS) avrà pienamente senso solo quando le istituzioni tuteleranno il nostro lavoro esattamente come accade per altri albi professionali.
    Ossia (ma in parte è già stato detto in più sedi):
    – prevedere la creazioni di ruoli professionali all’interno del sistema scolastico, in numero proporzionale alla popolazione studentesca straniera (un docente ogni tot alunni stranieri, anche ragionando in termini di istituti comprensivi e non di singole scuole), operando di conseguenza un investimento nel settore educativo,
    – istituire l’obbligatorietà di ricerca di docenti iscritti all’albo per gli enti pubblici che abbiano bisogno di docenti qualificati ivi comprese associazioni e cooperative che abbiano tra i loro scopi l’insegnamento della lingua italiana L2 in contesti ufficiali -come le scuole primarie e secondarie-,
    OPPURE – rilasciare certificazioni a quegli enti, pubblici o privati, che impiegano docenti iscritti all’albo (ciò non si traduce in una sorta di privilegio d’élite, ma se viene riconosciuto l’albo, automaticamente vengono riconosciuti anche i requisiti di iscrizione e dunque tutti gli iscritti sono, sul piano operativo, ugualmente abilitati alla professione).

    Tutto il discorso si riassume, in poche parole, nella volontà delle istituzioni di investire soldi nel settore ed è questa la sfida che si profila all’orizzonte.
    Un riconoscimento senza sbocchi professionali organizzati (e non lasciati all’arbitrio/interpretazione dei singoli) è come una pacca sulla spalla: fa piacere ed è simpatica.
    Ma non è l’unica cosa che serve.

  4. Credo sia un passo davvero importante…oltre che un’ottima mossa! 😉

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