Riconoscimento e i corsi intensivi di italiano in Sri Lanka

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Riceviamo questo contributo da Francesca Rolandi, reduce da un colloquio per andare ad insegnare italiano in Sri Lanka ad un gruppo di donne che verranno a lavorare in Italia. Di questo colloquio si è appena parlato sulla pagina, ma abbiamo pensato che fosse importante pubblicarlo sul blog per dare più spazio allo sfogo-denuncia di Francesca, a cui consigliamo vivamente di contattare i responsabili della rubrica “La nuvola del lavoro” blog del Corriere online (anche su Fb e Twitter)
<< rivolto ai giovani e ai temi dell’occupazione>> dove proprio oggi trovava spazio la disavventura di Giorgia D., simile a quella raccontata da Francesca, che si conclude con un accorato (ma non ascoltato) appello a non accettare condizioni lavorative indegne e umilianti in cui spesso incappiamo.

Invitiamo, quindi, altri colleghi che hanno avuto esperienze simili a contattarci. E’ giunta l’ora di dire basta e di denunciare bandi e colloqui simili.

Tornando al motivo principale di questo post… l’annuncio di lavoro è sintetico, breve, come il soggiorno in Sri Lanka, di appena un mese:

Itajob srl, agenzia formativa, cerca insegnante di lingua italiana per corso di formazione in Sri Lanka, da aprile a maggio 2014. Si richiede esperienza nell’insegnamento ad adulti stranieri e titolo di studio. Inviare cv.

Questa è invece l’opinione di Francesca, dopo aver sostenuto il colloquio:

C’erano una volta gli insegnanti di ruolo, che lavoravano 18 ore alla settimana. Non si trattava di un lavoro part-time, ma di un’occupazione a tempo pieno che contemplava, oltre alle ore di lezione effettive, la pianificazione didattica e la preparazione che si portavano via un numero altrettanto alto di ore. Chi lo faceva bene, certo. Ma bisognerebbe ragionare sulle condizioni ottimali di svolgimento di un incarico, non sull’improvvisazione.

I docenti precari di oggi non hanno diritti e quasi mai il lavoro di pianificazione didattica viene calcolato nella remunerazione offerta. A perderne è la qualità, ma quella pare non interessare molto. Bisognerebbe essere pronti a tutti, invece non si finisce mai di stupirsi.

Come quando, si riceve un’offerta per un incarico di insegnamento di 48 ore a settimana.

Ma partiamo dall’inizio.

Un’agenzia per il lavoro di Siena, Itajob, svolge incarichi di selezione per un progetto ministeriale in Sri Lanka mirato a portare un gruppo di donne cingalesi, destinate a fare le collaboratrici domestiche in Italia, a raggiungere un livello di italiano A2 partenzo da zero. Questo avverrà in tempi molto ristretti (poche settimane) perché “il Ministero ha sbloccato il progetto solo adesso”. (Si tratta di un progetto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. N.d.R.).

A partire saranno 4 docenti, che lavoreranno 48 ore  a settimana.

Al colloquio, quando mi viene presentato il programma, faccio presente che un insegnante dovrebbe preparare le lezioni e che vedo difficile farlo se già si lavora 48 alla settimana. Le esaminatrici stranite mi rispondono: ognuno fa le sue considerazioni.

Faccio solo un paio di considerazioni.

La prima è che quello in questione è un progetto finanziato con soldi pubblici, la cui selezione delle risorse umane avviene attraverso un’agenzia per il lavoro privata e agli insegnanti arrivano briciole.

Da come vuole organizzare i corsi mi sembra chiaro che l’agenzia non abbia nessuna competenza in termini di didattica, ma sarebbe interessante capire quanta parte dei fondi vada a loro.

La seconda è che, a prescindere da quanto sia bello trascorrere un periodo all’estero e scoprire una cultura nuova, il lavoro è lavoro (quindi né volontariato né schiavismo) e dovrebbe essere riconosciuto come tale, in particolar modo dal pubblico. Un’offerta di lavoro di questo tipo è mortificante sia della dignità del lavoro (ah già ma quella non esiste per certe categorie!), sia della didattica.

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2 pensieri su “Riconoscimento e i corsi intensivi di italiano in Sri Lanka

  1. E’ assurdo che il Ministero del Lavoro si rivolga a gente simile. Ma poi non fa monitoraggio durante la fase della selezione?

  2. avevano chiamato anche me, ho detto no per gli stessi motivi….

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