A proposito dell’integrazione degli alunni stranieri

Oggi abbiamo mosso un altro piccolo passo, inviando un’email al Presidente del Consiglio Renzi, sperando di essere letti e, perché no, ascoltati. Come forse sapete, Renzi ha messo a disposizione delle scuole e di chi di esse si occupa, una casella email a cui inviare le proprie proposte o denunce. Noi abbiamo incluso entrambe le cose nella nostra email (il testo è qui di seguito):

“Gentile Presidente,

chi le scrive è un gruppo di insegnanti di italiano per stranieri, riuniti in una neonata associazione dal nome “RiconoscimentoL2LS”. La nostra associazione è nata con lo scopo di far conoscere e riconoscere la nostra professionalità, guadagnata attraverso anni di studio ed esperienza, portandola a conoscenza non solo delle istituzioni ma anche dell’opinione pubblica, che spesso ne ignorano l’ esistenza.

Molti di noi sono disoccupati, altri precari, altri semplicemente hanno deciso di dedicarsi, momentaneamente o in via definitiva, ad un altro lavoro, visto che il nostro viene spesso affidato, in particolare nella scuola pubblica, a docenti di lettere o altro, non qualificati in questa materia specifica, che è l’insegnamento dell’italiano a stranieri. L’ultima circolare di febbraio sull’integrazione, emanata dal Ministro Carrozza prima della fine del suo incarico di Governo, svilisce ancora una volta la nostra professionalità, demandando a chiare lettere ai docenti di ruolo il compito di “facilitatori linguistici”, sia nel gruppo classe se in presenza di alunni stranieri, sia in eventuali corsi di approfondimento della lingua frequentati dagli stessi.

Vorremmo a questo proposito precisare che insegnare italiano ad alunni madrelingua è molto diverso che insegnarlo ad alunni stranieri, ed è per questo che esistono degli specialisti, dei docenti che hanno dedicato i propri studi a questo specifico campo. La stessa circolare riconosce che “per rispondere ai bisogni degli alunni stranieri non italofoni l’esperienza consolidata ci dice che sono necessari tempi, strumenti, risorse di qualità.” Anche gli alunni stranieri, come gli italiani, dunque, meritano un insegnamento di qualità, impartito da professionisti qualificati; diversamente, questi bambini e adolescenti rischiano di essere considerati alunni di serie B.

Per questo crediamo che vada innanzitutto regolarizzato l’insegnamento dell’italiano L2 nella scuola pubblica, ad esempio attraverso l’ organizzazione di corsi di un numero consistente di ore (attualmente in media le scuole dedicano all’insegnamento di L2 circa 15/20 ore all’anno) in orario scolastico ed extrascolastico che facilitino l’integrazione linguistica degli alunni (come indicato nella stessa circolare), dalla classe prima della scuola primaria fino alle superiori, soprattutto nelle aree con maggior presenza di migranti. Vorremmo, inoltre, che il ruolo di facilitatori andasse a coloro i quali hanno studiato per farlo e sarebbero entusiasti di potersi adoperare a favore dell’integrazione. Siamo consapevoli che la scuola sta attraversando forse uno dei suoi momenti più bui da molti anni e che i fondi scarseggiano, ma quegli stessi fondi potrebbero essere spesi in maniera più produttiva, utilizzandoli per pagare personale che abbia competenze specifiche e non personale di ruolo (che di certo non lavora gratis!) non specializzato. Ne guadagnerebbe la scuola e la società tutta.

Sappiamo quanto lei abbia a cuore la questione dello ius soli e crediamo che un buon modello di integrazione linguistica debba andare di pari passo con l’acquisizione di nuovi diritti civili dei migranti.

L’on. Chaouki da qualche tempo segue la nostra battaglia; speriamo di avere presto una risposta anche da Lei.

In bocca al lupo per il suo lavoro.

Riconoscimento L2LS”

Che ne pensate? Vogliamo la vostra opinione!
Continuate a seguirci.

Ricofede

10 pensieri su “A proposito dell’integrazione degli alunni stranieri

  1. Ottima e concordo con la necessità di non mettere troppi contenuti all’attenzione di chi, forse, non la leggerà nemmeno. Meglio iniziare a porre il problema e, se si potrà, dettagliare meglio in seguito in sede istituzionale la complessità della nostra situazione.

  2. Io su questo punto “questi bambini e adolescenti rischiano di essere considerati alunni di serie B” sarei andata giù ancora più pesante… questi bambini, questi adolescenti e – avrei aggiunto – questi adulti (non dimentichiamo che i CPIA sono rivolti specialmente alla formazione degli adulti, e quindi anche migranti) sono attualmente discriminati rispetto agli autoctoni, in quanto non viene loro garantito il diritto all’istruzione (specie quando si tratta di minorenni, per i quali tale diritto è sancito dalla nostra Costituzione) e alla formazione permanente lungo tutto l’arco della vita.
    Saluti, Tindara

  3. La lettera va benissimo, ma non parla dei CTP e dell’insegnamento dell’italiano L2 agli adulti stranieri. Credo che andrebbe aggiunto un passo, che aggiungo sotto, in cui si tratti di questo argomento, per esempio prima della frase di chiusura in cui nomini l’on.Chaouki:

    Sappiamo quanto lei abbia a cuore la questione dello ius soli e crediamo che un buon modello di integrazione linguistica debba andare di pari passo con l’acquisizione di nuovi diritti civili dei migranti.

    A questo proposito un altro fondamentale settore della scuola in cui intervenire per regolarizzare l’insegnamento dell’italiano come L2 è quello dei CPIA, Centri provinciali per l’istruzione degli adulti, ex CTP, a cui sono stati, tra le altre cose, demandati i seguenti compiti:
    – insegnare l’italiano agli stranieri che vogliono fare richiesta di carta di soggiorno
    – la certificazione delle competenze di Italiano L2 con un esame di livello A2 valido per il permesso di soggiorno CE in applicazione del DM 4/06/2010
    – e in aggiunta il compito di alto valore sociale dell’insegnamento della lettura e scrittura agli adulti stranieri analfabeti.
    Nei corsi di italiano L2 destinati a questo scopo nei CPIA, spesso insegna personale di ruolo della scuola non specializzato, e cosa ancora più grave, nel recente regolamento recante le norme generali per la ridefinizione dell’assetto organizzativo didattico dei CPIA, non viene fatta menzione della possibilità di reclutamento di insegnanti formati per insegnare italiano L2.
    Un altro importante settore della scuola in cui richiediamo il suo intervento.

    L’on. Chaouki da qualche tempo segue la nostra battaglia; speriamo di avere presto una risposta anche da Lei.
    In bocca al lupo per il suo lavoro.

    Riconoscimento L2LS”

    (sono Elena Stramezzi) ciao!:))

    • Ciao Elena! Come avrai notato, la lettera era stata già inviata quando sono partiti i commenti: quello che mi interessava, infatti, era avere il vostro feedback, avere un riscontro, sentire cosa ne pensate. Per il momento, però, ho preferito attenermi al problema scuola e integrazione alunni stranieri, riallacciandomi alla recente circolare e approfittando di questo indirizzo e-mail che Renzi ha dedicato alla scuola. Come ho già detto a Marcella, non volevo mettere troppa carne al fuoco e scrivere un’email fiume! Raccolgo volentieri però i vostri suggerimenti, che potrebbero magari convogliare in un’altra e-mail da inviare alla Giannini? Grazie mille! Fede

      • Hai ragione Federica, pur avendo letto il preambolo alla lettera, avevo fatto più caso al “cosa ne pensate” finale.
        Sicuramente una lettera alla Giannini ci vuole.

  4. Ottimo! Aggiungerei anche un veloce accenno ai numerosi corsi (lauree, master, certificazioni, ecc.) erogati dalle nostre università che formano personale altamente qualificato, rendendo ancora più inaccettabile il mancato accesso a svariati settori di questo lavoro.
    Grazie per la preparazione della lettera!

    • Marcella, grazie per il tuo commento. Ci avevo pensato ma poi sarebbe stata una cosa troppo lunga e avremmo messo troppa carne al fuoco. Speriamo di ottenere una risposta e magari (utopia?) un incontro e poi tiriamo fuori tutto!

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