Rico’s blog’s back! #labuonascuola

Sicuramente oramai tutti sanno che il governo Renzi ha lanciato l’iniziativa La Buona Scuola aprendo per due mesi un dibattito per raccogliere idee su come cambiare (migliorare, modernizzare, rinnovare, svecchiare, ristrutturare, implementare) la scuola italiana, dando la possibilità di intervenire a chiunque ne abbia voglia, compilando un questionario dal 15 settembre al 15 novembre.

12 punti dell’iniziativa toccano vari aspetti che vanno dal problema precariato alla scuola digitale, puntando su bei concetti quali: la formazione, l’innovazione, il merito, le lingue straniere, lo sport nonché l’arte, ignorandoci, però, del tutto; tanto è vero che per far arrivare la nostra voce -guadagnandoci un minimo di visualizzazione in più- non ci rimane che puntare sull’ultimo quesito di  7: “COMMENTI GENERALI AL PIANO”. Questa sezione consiste di tre domande, per ognuna delle quali si possono articolare tre risposte, cioè tre temi:

Domanda 1: Cosa ritieni sia particolarmente efficace del Piano “La Buona Scuola”?
Domanda 2: Quali aspetti ritieni debbano essere migliorati o sostanzialmente ridiscussi?
Domanda 3: Cosa manca nel rapporto del Piano “La Buona Scuola”?

Sul sito è necessario registrarsi.

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(Nella foto i 7 quesiti)

Riconoscimento l’11 ottobre fa ha condiviso sulla Pagina un testo che si può copiare e incollare per la sezione 7 .

E’ importante anche sapere che il questionario si può completare ricollegandosi più volte entro il 15 novembre, quando le risposte saranno considerate definitive.

Sono riuscita a copiare interamente la risposta al I tema, che non ha un numero massimo di caratteri da rispettare -e aggiungo, non è necessario commentare tutti i temi.

La risposta, però, sfiora l’insegnamento dei migranti adulti, senza nemmeno citare i CPIA e allora mi chiedevo se fosse il caso di implementare questa parte e se qualcuno tra i membri si sentisse di ampliare la risposta, includendoli.

Accolgo il suggerimenti di due commentatrici: Germana Capparella (RicoPagina) suggerisce di intervenire nella sezione “COSTRUIAMO INSIEME”

Infine, in questa sezione, https://www.labuonascuola.it/costruiamo-insieme/…, è possibile fare proposte che poi possono essere commentate. Per gli studenti stranieri mi sembra ci sia solo una proposta al momento, che non tiene conto però della figura dell’insegnante di Italiano L2. Potrebbe essere un’altra opportunità…

Su italiano per stranieri un’altra collega suggerisce:

Nel compilare il questionario, tra i punti critici ho segnalato l’impellenza di istituire una Cdc di italiano L2, essendo tale insegnamento un bisogno pedagogico sempre più crescente. Ps iDEM per la tematica dell’educazione interculturale

Aggiungo che è possibile anche inviare il proprio contributo senza registrarsi (è sufficiente l’email), perché è presente l’opzione “INVIA UN COMMENTO RAPIDO SUL PIANO“.

Oltre a questo, nella sezione “PARTECIPA” è possibile aprire un dibattito nella propria regione. Ci sono regioni con più discussioni aperte, altre con meno. Questi sono i 30 dibattiti aperti nel Lazio, apriamone uno noi e diamoci sotto. (In realtà il mio è un “fatelo voi, che poi vi seguo”).

Infine, la proposta di risposta di Riconoscimento alla quale ho solo anteposto “alunni stranieri” ad “alunni madrelingua”:

Anche #labuonascuola di Renzi, come già l’ultima circolare di febbraio sull’integrazione, emanata dal Ministro Carrozza prima della fine del suo incarico di Governo, ignora ancora una volta la professionalità degli insegnanti di italiano L2: la prima, trascurando del tutto il tema alunni stranieri, bambini, adolescenti e adulti; la seconda, demandando a chiare lettere ai docenti di ruolo il compito di “facilitatori linguistici”. Mi stupisce che un documento così ampio e ricco di proposte e novità, non si preoccupi della presenza di circa 800.000 bambini e ragazzi stranieri presenti nel sistema scolastico e nei percorsi di istruzione e formazione professionale, ma più in generale dei bisogni linguistici, culturali, di sviluppo sociale e professionale degli immigrati adulti, che sono sempre più spesso anche genitori nelle nostre scuole. Vorrei a questo proposito precisare che insegnare italiano ad alunni stranieri è molto diverso che insegnarlo ad alunni madrelingua , ed è per questo che esistono degli specialisti, dei docenti che hanno dedicato i propri studi a questo specifico campo. La stessa circolare di febbraio riconosceva che “per rispondere ai bisogni degli alunni stranieri non italofoni l’esperienza consolidata ci dice che sono necessari tempi, strumenti, risorse di qualità.” Anche gli alunni stranieri, come gli italiani, dunque, meritano un insegnamento di qualità, impartito da professionisti qualificati; diversamente, questi bambini e adolescenti rischiano di essere considerati alunni di serie B. Per questo credo che vada innanzitutto regolarizzato l’insegnamento dell’italiano L2 nella scuola pubblica, ad esempio attraverso l’ organizzazione di corsi di un numero consistente di ore (attualmente in media le scuole dedicano all’insegnamento di L2 circa 15/20 ore all’anno) in orario scolastico ed extrascolastico che facilitino l’integrazione linguistica degli alunni (come indicato nella stessa circolare), dalla classe prima della scuola primaria fino alle superiori, soprattutto nelle aree con maggior presenza di migranti. Mi piacerebbe, inoltre, che il ruolo di facilitatori andasse a coloro i quali hanno studiato per farlo e sarebbero entusiasti di potersi adoperare a favore dell’integrazione. Sono consapevole che la scuola sta attraversando forse uno dei suoi momenti più bui da molti anni e che i fondi scarseggiano, ma quegli stessi fondi potrebbero essere spesi in maniera più produttiva, utilizzandoli per pagare personale che abbia competenze specifiche e non personale di ruolo (che di certo non lavora gratis!) non specializzato. Ne guadagnerebbe la scuola e la società tutta.

P.s. Qui c’è un timido tentativo dell’APIDIS, che rimanda ai soci eventuali iniziative. Ancora tutto tace.

Ambra Liù Arcani

Aggiornamento: L’Apidis elabora una proposta. Qui.

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