Gli Stati Generali visti da Cecilia e Stefania

Ricevo da Alessandra  il resoconto degli Stati Generali di Cecilia e Stefania.

Non l’ho letto, l’ho solo copiato, cliccando poi su Pubblica.

Cecilia e Stefania, niente cognome, ma almeno un’email?

Ambra Liù Arcani

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STATI GENERALI LINGUA ITALIANA

FIRENZE 21 OTTOBRE 2014

(presenti: Cecilia e Stefania)

Relazione TAVOLO 5, “Gestione e strumenti della promozione della lingua italiana”

Cerchiamo di riportare solo gli interventi che, a nostro avviso, sono stati significativi e di diretto interesse per la nostra petizione.

Prima dell’inizio delle discussioni al tavolo 5 abbiamo consegnato il formato cartaceo del documento della Petizione di Riconoscimento alla Onorevole ELEONORA CIMBRO, membro della III Commissione Affari Esteri www.eleonoracimbro.it

Le abbiamo brevemente illustrato il contenuto del documento e ci ha detto di poterci mettere in contatto con la VII Commissione Affari Esteri, che si dovrebbe occupare dell’aspetto legislativo. La commissione VII ha già ricevuto la petizione e ne è a conoscenza, proprio dalla petizione sono nate le due interrogazioni parlamentari e la legge ora in discussione sul portale del M5S.

In generale noterete in TUTTI gli interventi il ribadire la necessità di istituire la classe di concorso di ital2. Ne hanno parlato tutti, si è nominato anche un albo, ma il riferimento è stato continuo alla classe di concorso.

Il Primo intervento è stato di presentazione di tutto il lavoro di confronto e discussioni fatti dal tavolo 5 nei mesi scorsi e riportati nella relazione diffusa.

Marco Mancini (Capo Dipartimento Università MIUR e Coordinatore del Tavolo 5 )

  • Formazione dei docenti: ci sono già università (Roma3, Stranieri Siena e Perugia, Venezia, …) che formano professionalità specifiche in ita LS/L2 ma questa formazione esistente si deve correlare anche con una CLASSE DI CONCORSO in ita L2, come ha fortemente sottolineato la Ministro Giannini in mattinata nel suo intervento di apertura;
  • Costruire un serbatoio o un albo di formatori con questo tipo di competenze, in modo da favorire la qualità dell’insegnamento dell’italiano all’estero.
  • Favorire le reti e le sinergie tra gli enti privati e pubblici che si occupano della promozione dell’italiano nel mondo in modo da offrire un sistema coordinato anche agli studenti che vogliono studiare italiano. Ciò sarebbe possibile attraverso un sistema di accreditamento degli enti che forniscono competenze e l’assegnazione di una sorta di “bollino” di qualità non solo per le istituzioni pubbliche, ma anche per quelle private. Tale “bollino” dovrà essere però ritirabile nel caso le istituzioni non mantengano i requisiti richiesti. Il sistema dell’accreditamento e del monitoraggio successivo all’accreditamento servirebbe a garantire la qualità dei corsi di italiano in Italia e nel mondo.
  • Formazione universitaria e scuola. Il MIUR vuole dettare delle linee guida in quanto non esiste un rapporto strutturato tra chi insegna in Italia e all’estero.

 

Terzo intervento:

Silvia Giugni della Dante Alighieri, ha parlato in rappresentanza dell’Associazione CLIQ (Certificazione lingua italiana di qualità).

Nel suo intervento ha sottolineato l’importanza di un monitoraggio di chi si occupa dell’insegnamento dell’italiano all’estero e in Italia, facendo riferimento all’intervento in mattinata di Andrea Meloni (Direttore Generale per la promozione del sistema paese – MEACI).

Ha ribadito l’importanza di un albo (ma la parola albo non le piace), di una “banca dati” di insegnanti di italiano l2 che sono quelli che stanno in prima linea nella diffusione della lingua e cultura italiana.

 

Quarto intervento:

Paolo Corbucci (Miur)

Ha ribadito l’importanza della classe di concorso di italiano l2 nella scuola pubblica. Ha sottolineato che la formazione dei docenti non debba essere solo glottodidattica ma debba comprendere anche la “Cultura” italiana. Ha, inoltre, sottolineato l’importanza di riformare il sistema scolastico italiano (per quanto riguarda la secondaria di II grado) in modo da facilitare lo scambio con le scuole superiori estere e la penetrazione di corsi di italiano nelle stesse.

 

Quinto intervento:

Francesca Romana Memoli (presidente di ASILS).

L’ASILS rappresenta 42 scuole in Italia (poche dico io perché sono molte di più!)

Esiste un monitoraggio fatto ogni anno dall’ASILS di cui il ministero si può servire.

Ha chiesto un accreditamento dei soggetti privati che si occupano di lingua e cultura italiana, da parte del MIUR ma riconosciuto anche dal MAE, dal Ministero dell’Interno e dal Ministero per i Beni Culturali. Questo accreditamento potrebbe anche risolvere il problema della certificazione A2 richiesta agli immigrati (si chiamano migranti!) per il permesso di lungo periodo, dato che ora c’è molta confusione su chi fa i corsi e come sono questi corsi di preparazione.

Un altro problema sollevato è stato quello del visto di soggiorno per motivi di studio: attualmente esiste solo per frequentare corsi universitari o professionali ma non esiste per il solo studio della lingua italiana in Italia presso scuole private riconosciute.

 

Sesto intervento: Emmanuel Maio (direttore Eduitalia)

Niente di rilevante.

 

Settimo intervento:

On. Eleonora Cimbro

III Commissione Esteri

Ha parlato degli IIC e della Dante Alighieri.

Ha annunciato che si cercherà di rendere stabili i finanziamenti alla Dante Alighieri (che dovrebbe diventare una sorta di Goethe in Italia) e che si taglierà il numero degli IIC secondo certi parametri ben precisi, in un’ottica di mantenimento della qualità e della diversificazione dell’offerta di insegnamento.

 

Ha sottolineato l’importanza di avere insegnanti qualificati: si dovrà sensibilizzare la VII Commissione e il Ministero per raggiungere questo obiettivo.

 

Ottavo intervento:

Rappresentante della Fondazione Di Vittorio (CGIL)

 

VA superata la legge 153 del 1971, quella che norma la selezione degli insegnanti e dei lettori presso le scuole italiane all’estero e le università straniere.

No ai tagli delle risorse, perché è inutile parlare di ciò che si vuole fare quando poi si devono fare i conti con i tagli alle risorse.

Abbiamo bisogno di un quadro normativo che va modificato in tempi brevi in queste direzioni:

– riordino delle istituzioni scolastiche in Italia e all’estero

– va bene l’idea di un’agenzia che controlli la qualità dei soggetti operanti in questo settore, ma deve rimanere pubblica, cioè sotto la supervisione del Ministero: occorre fare un quadro normativo vincolante per tutti i soggetti, sottolineando l’esigenza di un coordinamento di natura pubblica e non privata.

necessario istituire una classe di concorso di ita L2, d’accordo con chi lo ha preceduto nel ricordarlo.

 

Nono intervento:

Rappresentante della Comunità di Sant’Egidio di Roma

Forte domanda da parte degli immigrati (si chiamano migranti!) dell’apprendimento dell’ITAL2.

La comunità di Sant’Egidio eroga corsi gratuiti per certificazione A2 con tutto ciò che ne deriva in termini di integrazione.

Lo Stato dovrebbe fare di più per permettere ai migranti di frequentare i corsi di ita L2, che spesso sono male organizzati, vengono fatti in orari non consoni agli utenti. Ad es. presso la Comunità di Roma, la domenica è il giorno più richiesto per lo svolgimento dei corsi.

 

Decimo intervento

Rappresentante della Carlo Rossi Academy (realtà toscana sui generis!)

Questo intervento non ci dice nulla di rilevante, se non che c’è molta gente “pazza” in questo settore , ma almeno io ne ero cosciente. J

 

Conclusioni di Mancini

Conclusioni politiche: è necessario un coordinamento. Ci sono segnali incoraggianti nella Legge di Stabilità, nella Buona Scuola di Renzi, e anche per le Università non è andata così male come si pensava. Poteva andare peggio, quindi un plauso al Governo.

Occorre realizzare un nuovo quadro normativo e il mio Ministero è apertissimo a questo.

Occorre una classe di concorso per insegnanti di italiano l2, anche in riferimento ai migranti e il nostro Ministero è pronto per accogliere anche questa proposta.

In sostanza, dopo gli Stati Generali della Lingua, il cammino rispetto a tutte queste proposte, secondo il Mancini, sarà in discesa.

 

FIRENZE 22 Ottobre (III sessione: “Come rispondere alle sfide per la lingua italiana?”)

Ecco un breve sunto della presentazione dei lavori conclusivi dei cinque Tavoli tematici.

Tavolo 1 “nuove sfide e nuovi strumenti della comunicazione linguistica” – Angela Benintende

La relatrice ha diviso il suo intervento in due punti: l’insegnamento dell’italiano all’estero e l’insegnamento dell’italiano L2 in Italia.

Per quanto riguarda l’estero ha espresso il bisogno di fare una ricognizione sulle necessità e le richieste nei vari Paesi per capire cosa ogni Paese vuole davvero dall’apprendimento della lingua italiana; ha richiesto un maggiore impegno ministeriale a favore dell’editoria traduttoria, una maggiore chiarezza nella certificazione della lingua italiana e una nuova piattaforma per l’e-learning su modello USA. Richiede inoltre l’elaborazione di un catalogo di tutte le opere italiane tradotte nel mondo (opere intese come libri, film, canzoni), il sostegno del cinema italiano sottotitolato in altre lingue e un portale istituzionale che assorba tutta la produzione italiana certificata dal ministero da diffondere all’estero.

Per quel che riguarda l’Italia il suo intervento è stato per me spiazzante: ha portato l’esempio “virtuoso” del Piemonte dove Università e Comuni hanno elaborato un progetto per aiutare gli studenti stranieri iscritti nelle nostre scuole a fare i compiti utilizzando laureati, laureandi e specializzandi.

 

Tavolo 2 “Strategie di promozione linguistica per le diverse aree geografiche e per Paesi prioritari” – Isabella Camera D’Affitto

Due punti: lingua e cultura non sono mai dissociabili, in questo momento più che mai; creare un visto di studio e delle borse di studio per studiare l’italiano in Italia.

 

Tavolo 3 “Ruolo delle università con particolare attenzione alle cattedre di italianistica” – Guido Baldassarri

Le Università all’estero con una cattedra di italianistica sono poche ma rappresentano un punto di grande promozione della lingua italiana all’estero, per questo è importante che facciano sistema con tutte le scuole italiane all’estero, pubbliche e private.

 

Tavolo 4 “ Ruolo degli italofoni e delle comunità italiane all’estero” – Norberto Lombardi

Il punto fondamentale del suo intervento è stato l’importanza di formare docenti interni alle comunità italofone nel mondo, non si può pensare di mandare dall’Italia docenti specializzati in tutto il mondo (?!). (Questo punto è stato successivamente ripreso dalla Barni nella tavola rotonda, la quale ha parlato di un progetto pilota per formare i docenti di italiano in loco inviando giovani laureati esperti nella promozione della lingua italiane e nella didattica dell’italiano).

 

Tavolo 5 “Gestione e strumenti della promozione della lingua italiana” – Marco Mancini

Ha esordito con “qualità a fronte della quantità”. Bisogna esportare valori e idee oltre che cose, perciò l’obiettivo deve essere: garantire la qualità. Per fare ciò bisogna:

  • Monitorare le azioni di diffusione dell’italiano già esistenti nel mondo;
  • Formare docenti specializzati con una solida formazione glottodidattica e culturale, dando spazio anche alle lingue settoriali.
  • Certificazione e accreditamento degli istituti.

Si è inoltre impegnato come ministero a provvedere velocemente a un decreto che riformi le filiali delle università italiane all’stero e riformi il dottorato di scambio (come non ha specificato), e ha assicurato che il ministro sta lavorando per la costituzione di una classe specifica di insegnamento dell’italiano L2.

 

Come potete notare solo al tavolo 5 è stato discusso sul riconoscimento della professione di docente italiano L2.

L’impressione generale è che qualcosa si stia veramente muovendo, che i tempi sono maturi per un cambiamento ma che si voglia agire in due direzioni, una interna all’Italia e una esterna. In Italia si vuole creare una classe di concorso ad hoc per i docenti di italiano L2 mentre per l’estero si vuole procedere a stilare una sorta di albo del docenti di italiano LS. E’ solo un’impressione avuta mettendo insieme tutti gli interventi ascoltati…magari mi sbaglio.

In ogni caso questo è il momento per insistere e guidare il cambiamento in modo che si tenga conto della miriade di specificità sommerse nelle quali abbiamo lavorato fino ad esso. Penso all’educazione agli adulti stranieri in Italia e alla desolante situazione dei CPIA (all’interno dei quali sono i docenti della scuola primaria a tenere i corsi di italiano per gli stranieri), a quanti di noi lavorano nella formazione e nella progettazione didattica senza che esista una regolamentazione. Insomma è il momento di fare affluire idee e problematiche in modo che non si possa dire di aver perso l’occasione tanto attesa di cambiare le cose nella maniera giusta.

 

Cecilia e Stefania

 

 

 

 

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3 pensieri su “Gli Stati Generali visti da Cecilia e Stefania

  1. Un grandissimo grazie a Stefania e Cecilia per l’ottimo lavoro fatto. Una nota a margine, io lascerei da parte alcuni toni polemici che non apportano nulla alla discussione, ma al contrario rischiano di allontanare chi potrebbe essere interessato a collaborare. Ci diamo la regola che tutti usiamo il Nome e Cognome vero? Se no è inutile, non è da questo che si misura l’impegno di ognuno di noi. Grazie.

    • I miei toni non sono polemici. E’ un dato di fatto che essendo una categoria invisibile, ci siamo arresi all’anonimato. E si misurano sia l’impegno sia il rispetto per quello che è costato tempo, denaro, organizzazione…

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