Gli Stati Generali, la rivista Limes e il Sottosegretario Mario Giro

Ricevo quest’articolo da Adriana Calise.

La sua è anche una testimonianza di come chiunque voglia farsi ascoltare non si perde d’animo.

Invito tutti a commentare l’articolo di Limes, proprio come ha fatto Adriana. (Probabilmente dovrete suddividire il commento in più parti, quindi iniziate a scriverlo su un file e poi copiatelo lì).

Buona lettura, ALA

In vista degli Stati Generali della lingua italiana del 21 e 22 ottobre, Limes ha intervistato il Sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale Mario Giro per fare il punto della situazione sulla promozione della nostra lingua all’estero .

Leggendo questo articolo, mi sembrava giusto far sentire anche la voce degli insegnanti e ho deciso di scrivere a Limes. Purtroppo la rivista non ha accettato di pubblicare la mia risposta all’intervista come un vero e proprio articolo e mi ha invitato a postarlo come commento. Per questioni di lunghezza, ho dovuto suddividerlo in quattro parti, che sono passate inosservate ai più. Approfitto, quindi, del blog per riassumere il contenuto dell’intervista al Sottosegretario e la mia opinione in merito.

Secondo il Sottosegretario, la lingua italiana gode di “buona salute”: è la quarta lingua più studiata al mondo, l’ottava tra quelle usate su Facebook e il bacino dei suoi parlanti è di 250 milioni di persone. Tra questi, i discendenti della comunità italiana emigrata all’estero, una risorsa finora trascurata, e gli immigrati stranieri in Italia, che rappresentano il “modello italiano” al rientro nei loro paesi d’origine.

Nonostante ciò, Mario Giro sostiene che c’è ancora molto da fare in quanto alla valorizzazione della nostra lingua e a questo scopo sono stati indetti gli Stati Generali. La lingua italiana, infatti, può fungere da strumento geopolitico per aumentare il prestigio dell’Italia nel mondo. Espandere la diffusione della lingua a nuove aree geografiche in cui la comunità italiana non è presente è l’obiettivo del futuro prossimo. Come? Attraverso la comunità degli italofoni famosi, le imprese che diffondono la “marca Italia” nel mondo, la nostra cultura umanistica.

Non si può dissentire con quanto afferma il Sottosegretario. Le sue, infatti, sono intuizioni comuni, parole già sentite, insomma un discorso di buon senso ma privo di contenuti. Non intravedo nella sua intervista alcuna visione organica e sistematica della questione dell’insegnamento dell’italiano a stranieri.

Non leggo, di fatto, nessuna proposta concreta per realizzare quanto in teoria ci troverebbe tutti d’accordo. Manca, per esempio, un chiaro riferimento agli Istituti Italiani di Cultura e il seppur minimo cenno al ruolo dei docenti.

Mi domando quali siano, secondo il Sottosegretario, gli enti preposti a quest’opera di diffusione della lingua e cultura italiana, se non gli IIC. Visto che siamo in epoca di tagli, dunque, riduciamoli davvero. O meglio, razionalizziamo la loro presenza nel mondo, distribuiamo diversamente i fondi di cui dispongono e soprattutto controlliamo il loro operato con maggiore attenzione.

Concludo con la questione docenti di italiano L2/LS, il ruolo che ricoprono e la battaglia per il riconoscimento della loro professionalità: una questione di attualità nel settore, ma evidentemente non tanto urgente per il Sottosegretario. Nell’intera intervista, infatti, non veniamo affatto menzionati; eppure siamo coloro i quali operano sul campo, dedicandoci a insegnare la lingua e a diffondere la cultura in giro per il mondo. Per lui pare che non esistiamo e la sua posizione è fedele alla realtà, una realtà in cui lavoriamo senza che la nostra professione venga né riconosciuta né apprezzata. La sua conclusione ne è la dimostrazione: parla di albo degli italofoni famosi (e un albo dei docenti qualificati?) e di servizio civile all’estero per chi voglia insegnare italiano, come se non fosse necessaria una formazione specifica e non ci fosse già abbastanza gente che improvvisa in questo settore.

Sono convinta di esprimere il pensiero di tanti colleghi e colleghe nel domandarmi a voce alta: a quando un vero progetto politico?

Adriana Calise
Barcellona

 

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3 pensieri su “Gli Stati Generali, la rivista Limes e il Sottosegretario Mario Giro

  1. Hai ragione da vendere Adriana: “siamo coloro i quali operano sul campo, dedicandoci a insegnare la lingua e a diffondere la cultura in giro per il mondo.” Aggiungerei che la diffondiamo anche in Italia, aiutando a salvaguardarla e a focalizzarne gli aspetti migliori scardinando pregiudizi e false idee (e ideologie). Anzi, è sopratutto in Italia che si esplica paradossalmente al meglio la nostra funzione di ambasciatori della lingua e della cultura italiane, “in presenza” della lingua e della cultura vissute dai nostri studenti in prima persona. La mia proposta: istituiamo un premio per il migliore e la migliore ambasciatore e ambasciatrice della lingua e della cultura italiane nel mondo, con due versioni: una per l’Italia e una per l’estero. Che ne dite? Magari, se siamo bravi ad organizzare la cosa, chissà che non si possa far parlare di noi più di quanto (non) se ne parli ora!
    Un saluto a tutti.
    Tindara

  2. Ho il sospetto che Angelaeffe abbia ragione. Quindi i soldi spendiamoli per invitare Renzo Arbore, che quale esperto di didattica delle lingue ci suggerisce di usare le canzoni per insegnare italiano (giuro! quest’uomo mi ha cambiato la vita! lol). Ma magari invitare le case editrici che pubblicano materiale per l’insegnamento dell’italiano a stranieri, no?

  3. Non dobbiamo mai stancarci di ripetere tutto quanto dice Adriana con garbo e chiarezza. Il signor Mario Giro conosce perfettamente la situazione dei docenti di italiano a stranieri, degli IIC ecc. ecc., ma preferisce ricorrere a discorsi fumosi, senza mettersi in gioco più di tanto, visto che per il nostro settore di risorse sul piatto non se ne vogliono mettere.

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