Proposte per #labuonascuola: Tindara e Massimo e Oriana

Da Tindara Ignazzitto (sulla pagina) è stato dato l’annuncio che la sua <<proposta è stata salvata correttamente ed attende l’approvazione dei moderatori>>.

Segue il messaggio di Tindara.

#labuonascuola “La proposta è stata salvata correttamente ed attende l’approvazione dei moderatori”… Inserita nel portale #labuonascuola… controllate tra qualche ora e bombardate di commenti e like… https://labuonascuola.gov.it/costruiamo-insieme/INCLUSIONE E INTEGRAZIONE INSEGNAMENTO-APPRENDIMENTO DELL’ITALIANO COME LINGUA SECONDA (L2) IN ITALIA Tindara Ignazzitto | 09-11-2014 21:36 La questione merita attenzione sia per l’importanza che riveste rispetto all’utenza sempre più vasta nel Paese, cittadini e nuovi cittadini non italofoni bambini, adolescenti e adulti che meritano di veder riconosciuto il loro diritto all’istruzione e alla cittadinanza, sia perché nel Paese esiste una vasta categoria di giovani e non più giovani professionisti dell’insegnamento dell’italiano come L2 che meritano di veder riconosciuto il loro diritto al lavoro. Insegnare l’italiano come L2 richiede professionalità specifiche attualmente non riconosciute dallo Stato italiano, benché esistano Certificazioni (DITALS, CEDILS, DILS-PG), Lauree specialistiche e Master erogati dalle stesse Università. Ciò rappresenta una contraddizione e un danno per tutti. Se sarà istituita una nuova classe di concorso, chiediamo inoltre che tenga conto delle professionalità già esistenti, nessuno escluso. LINK
Germana invece ci notifica sul blog della proposta di Massimo Maggini: che copio qui:

INCLUSIONE E INTEGRAZIONE

LA NUOVA SCUOLA È UNA SCUOLA MULTICULTURALE

MassimoMaggini | 08-11-2014 14:57

Bisogna partire dai dati reali, quando si parla di inclusione e integrazione. Di quale scuola si parla? La nostra scuola da anni è popolata da alunni e alunne straniere-i . Più di cento lingue etniche sono state censite nella nostra scuola pubblica. Insegnare in classi plurilingui, non è uguale a insegnare a classi di soli italofoni. Dobbiamo pertanto adeguare l’offerta formativa e le modalità di azione didattica a questa nuova realtà. Dobbiamo prevedere nuove figure professionali all’interno della scuola che in questi anni hanno maturato un’esperienza pedagogico-didattica d’insegnamento ad alunni stranieri. L’italiano per molti studenti non italofoni è la lingua seconda, mediante la quale devono studiare discipline non linguistiche, come la storia, la geografia, la matematica ecc.Portiamo nella nuova e buona scuola le competenze professionali dell’insegnante d’italiano L2. LINK

INCLUSIONE E INTEGRAzione

valorizzAre i cpia

OrianaBaldasso | 05-11-2014 23:23

Sappiamo che sono stati istituiti i CPIA con la circolare ministeriale 36, centri per l’istruzione degli adulti – che comprendono i corsi serali, i corsi di lingua e cultura per italiani e stranieri, le scuole carcerarie… insomma, l’educazione permanente, il Lifelong Learning. Il loro avvio effettivo sta risultando caotico per mancata chiarezza sulle risorse fisiche ed economiche necessarie al loro funzionamento. Fra i docenti, personale di ruolo ma anche supplenti ed esperti esterni in prestazione occasionale, molto specializzati. Chiedo che questo ente, cui potrebbe ricorrere per la sua formazione da adulti chiunque presente sul territorio italiano, venga valorizzato, potenziato, messo in condizione di funzionare al pari di come il Lifelong Learning funziona negli altri paesi europei.  LINK
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