La CDC in italiano L2 è una realtà

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Il Governo Del Fare non si smentisce e approva in questo assolato 31 luglio la CDC in “lingua italiana per discenti di lingua straniera (alloglotti)”. Riconoscimento accoglie la notizia con estrema sorpresa e soddisfazione.

Nonostante la totale assenza di risposte negli anni, i vari tentativi di contattare ministri, sottosegretari e parlamentari sembrerebbero, in realtà, non essere stati vani.

In questo momento la nostra categoria è in fibrillazione. Non è possibile tirare un sospiro di sollievo, perché non si è ancora (mai) parlato dei requisiti di accesso al percorso abilitativo, ma soprattutto -come evidenziato da uno scambio nato su italiano per stranieri– i timori più diffusi riguardano la frammentarietà della categoria: come trovare dei requisiti che permettano un riconoscimento (potrebbe anche essere un’abilitazione per sanatoria) per tutti quelli che insegnando da anni hanno maturato esperienza e formazione varia? Ma poi un’abilitazione diretta per titoli e esperienza è davvero fattibile? Si scongiura, con veemenza, l’abilitazione tramite Tfa. Di questo decreto attuativo ne ha parlato il portare Stranieri in Italia che ha intervistato Chiara Sbragia, potete leggere l’intervista qui. C’è fermento. Per questo motivo, spero che in questo momento potremo mostrarci compatti come mai, perché dobbiamo farci sentire, facendo chiarezza prima di tutto tra noi. In bocca al lupo, colleghi! e ancora un grazie infinito a Chiara Sbragia e Alessandra Giannini che con costanza e caparbietà hanno saputo portare avanti la causa negli anni.   Ambra Liù

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6 pensieri su “La CDC in italiano L2 è una realtà

  1. Che vengano riconosciuti titoli come il Master e le certificazioni specifiche.
    Che si tenga conto anche del servizio maturato!

  2. D’accordissimo sul no al TFA, anche perché si creerebbero delle contraddizioni per chi vuole e può insegnare in due classi di concorso diverse!!

  3. Notizia molto positiva. Il punto è adesso il riconoscimeto di titoli per
    chi abbia già la laurea in Lingue straniere e Lettere (con esame di dididattica delle lingue moderne) ed esperienza di insegnamento, oltre a Master di II livello…No al TFA, in quanto con il MASTER si acquisiscono tutte le competenze necessarie per l’insegnamento, oltre ai 60 crediti!
    Personalmente ritengo che chi abbia già l’abilitazione in lingua straniera, ha già in tasca l’abilitazione all’insegnamento della propria lingua madre.

  4. No ad un TFA: assolutamente! Ho sempre pensato fosse un modo per spillare soldi ai laureati per ottenere la fatidica “abiltazione”. Sì al riconoscimento dell’importanza di Master, Ditals, Cedils et similia. Esclusione a priore di lauree solo triennali.

    • bene Vittoria! scongiuriamo il Tfa e facciamoci sentire! Ci hanno formati: dalle certificazioni al Dottorato, se ne facciano carico. Il riconoscimento dei titoli è quello a cui aspiriamo. Certo, le altre abilitazioni passano per il Tfa, ma a questo punto dobbiamo farci vedere combattivi, uniti e con le idee chiare! No al Tfa!

  5. Pingback: Cosa Dovremmo Certificare in ItaL2? | il due blog

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