#CDCA23: destinazione potenziamento

Come saprete il potenziamento viene sempre di più presentato come unica opzione possibile per la A23, nuova classe di concorso per la quale non esiste una cattedra vera e propria, vuoi per mancanza di tempo e organizzativa, vuoi perché l’iter e i tempi  per l’approvazione sono lunghissimi, vuoi perché di studenti alloglotti ce ne sono pochi, ma tocca chiamarli stranieri perché per legge così sono definiti e diventano numerosi in classe a tratti scomodi.

Il potenziamento è un “fenomeno nuovo”, voluto tanto dal Governo del fare, sancito dalla legge 107 e che -messo in atto a partire dal nuovo a.s. 2015/2016- dovrebbe permettere di implementare e migliorare l’offerta formativa su richiesta specifica delle scuole (e sembrerebbe che la maggior parte  delle richieste riguardino l’italiano per stranieri, ma che strano!): <<si parlava di migliaia di docenti che avrebbero consentito alle scuole di ridurre le supplenze e di attivare progetti didattici per migliorare la qualità dell’offerta formativa. C’era persino chi favoleggiava che l’organico sarebbe potuto servire per garantire il tempo pieno nella primaria e nella secondaria di primo grado. >> da Tecnica della Scuola (TDS).

Mentre però il concetto di “potenziamento” nella legge 107 è interpretabile come “ampliamento”, “miglioramento” e “valorizzazione” in ogni ambito disciplinare, per il quale <<l’istituzione scolastica effettua la programmazione triennale dell’offerta formativa >> (legge 107, Art 1. comma 2 e comma 14), nella realtà dei fatti la parola “potenziamento” sta assumendo un significato molto meno edificante rispetto alle lodevoli intenzioni con cui era stato pensato.

Il potenziamento, contrariamente a quello che ci saremmo aspettati e cioè che essendo stato ideato per rispondere (risolvere?) alle richieste specifiche di un’offerta formativa triennale, avrebbe realmente “fornito” alle scuole le risorse di cui avevano fatto richiesta, in realtà sembrerebbe nato per dare al governo un’ulteriore opportunità per sistemare (assumere=ruolo) insegnanti precari (non necessariamente senza cattedra nel corrente a.s.) destinandoli a sedi dove non sono stati richiesti e in questo senso compromettendo la realizzazione di quella programmazione triennale, sbandierata come una delle grandi novità della 107 e soprattutto dell’autonomia scolastica.

Per saperne di più vi consiglio questo articolato pezzo di Orizzonte Scuola (OS) e questa video-spiegazione di Gilda, perché mi preme, in realtà, tornare all’articolo di TDS in cui si sottolinea che molte delle richieste per il potenziamento riguarderebbero l’italiano (questo lo anticipa anche la legge 107 stessa Art 1. comma 7a e 7r).

E quando tocca la A23 la faccenda diventa cruciale. Il 17/11 la creazione delle nuove classi di concorso viene discussa e approvata (il 18/11) alla Camera con la premessa che un  << (…) possibile impiego dei docenti abilitati nella classe A23 potrebbe essere nell’area del potenziamento >>.

Tra le varie opzioni di impiego <<l’affiancamento ai docenti dei diversi insegnamenti e la possibilità d’interventi individualizzati per alunni di lingua straniera costituiscono strategie di contrasto all’insuccesso formativo che devono essere sostenute e incoraggiate. Questo prefigura il collocamento del docente di italiano come L2 nell’area del potenziamento e rende complessa la determinazione del fabbisogno poiché legata ai piani triennali dell’offerta formativa>>. [resoconto seduta de 18/11 della VII commissione cultura, p. 121]

Quello che più mi stupisce è l’aver ipotizzato una nuova classe di concorso con questa premessa: <<Solo nel caso della classe “A23 Lingua italiana per discenti di lingua straniera”, l’introduzione di una nuova classe di concorso si giustifica non per l’esigenza di adeguamento ai nuovi ordinamenti, bensì alla luce di una presenza sempre più rilevante di alunni alloglotti>> [1] e nonostante ciò i fatti dimostrano che, in pratica, è una cattedra che verrà coperta da insegnanti per i quai si ipotizza una collocazione incerta, perché basata su una programmazione triennale difficile da elaborare visto che il numero degli studenti è variabile. È una cattedra per la quale non è stato nemmeno pensato o sperimentato un modello operativo per  l’inserimento scolastico per questi studenti che comunque esistono, anche perché come è stato affrontato l’insegnamento dell’italiano L2 in questi anni, ci conferma che gli studenti “alloglotti” godono di scarsa, scarsissima considerazione. Aggiungiamo che è una cattedra che a noi sembra in netto contrasto con il comma 7r, secondo il quale la scuola deve farsi responsabile dell'<<alfabetizzazione e perfezionamento dell’italiano come lingua seconda attraverso corsi e laboratori per studenti di cittadinanza o di lingua non italiana, da organizzare anche in collaborazione con gli enti locali e il terzo settore, con l’apporto delle comunita’ di origine, delle famiglie e dei mediatori culturali>> e se non bastasse è una cattedra su cui non si è assolutamente ragionato, snaturata sin dalla nascita, mancando un percorso abilitativo per il reclutamento degli insegnanti che l’andranno ad occupare.

A questo ultimo punto abbiamo cercato di dare una risposta che compensasse non solo l’assenza di un percorso abilitativo, ma che completasse la famigerata Tabella A. Con le associazioni Apidis e Ilsa abbiamo iniziato un tortuoso percorso che ci ha permesso di far conoscere le proposte nate in seno alla collaborazione, eppure i resoconti della VII commissione cultura della Camera rivelano ancora una totale impreparazione dei Parlamentari nell’affrontare argomenti così delicati e complessi.

Le dichiarazioni che leggerete di seguito sono pubbliche -e spesso disponibili anche a poche ore della seduta, quindi oltre  che a condividerle per ammonirvi, vi invitiamo anche ad andarvele a leggere regolarmente e così scoprirete che Annalisa Pannerale (SI-SEL) commentando i titoli di accesso, il 17/11 dice questo:

Al riguardo peraltro osserva come oltre al ciclo della scuola di specializzazione di Ca’ Foscari si potrebbe menzionare anche l’Università per stranieri di Perugia. Chiede poi che sia inserita un’osservazione che preveda il parere del Consiglio superiore della pubblica istruzione. Ritiene infine che si debba far riferimento anche all’equipollenza in Italia delle abilitazioni conseguite dei docenti all’estero.

L’onorevole in un solo paragrafo riesce a far resuscitare la SSIS di Ca’ Foscari (ma questa è una novità della seduta del 17/11), a citare una scuola di Specializzazione che ha chiuso i battenti nel 2004, dimenticando quella di Siena ancora attiva e a tirare fuori l’asso della manica delle abilitazioni conseguite all’estero.

Mentre ci domandiamo che tipo di abilitazione sia quella conseguita all’estero, constatiamo con sollievo che almeno l’equipollenza di titoli accademici esteri non è più un problema visto che un’abilitazione inesistente in Italia potrebbe essere sostituita da un titolo straniero equivalente: problema risolto.

E tutto questo avviene il giorno prima di dichiarare illegittima l’equipollenza tra glottologia del VO e linguistica generale.

Il Parlamento mentre suggerisce di aprire alle abilitazioni estere, sbatte la porta in faccia all’omogeneità tra linguistica generale e glottologia, già equiparati in passato da diversi atenei, la porta invece è socchiusa per la nuova cdc A25:

riguardo alla Tabella A/1 omogeneità degli esami, con riferimento alle classi di concorso A-23 e A-24 si segnala che non è stata riconosciuta l’omogeneità tra linguistica generale e glottologia, nonostante le numerose equiparazioni riconosciute dai singoli atenei e la nota n. 614 del 9 maggio 2006, in conformità con le dichiarazioni di omogeneità tra le due discipline rilasciate dagli Atenei, in cui lo stesso MIUR ha dichiarato l’omogeneità tra l’esame di Linguistica Generale e quello di Glottologia secondo quanto richiesto dal decreto ministeriale n. 39 del 1998. Alcuna omogeneità è invece riconosciuta per lo stesso esame di linguistica generale nella nuova classe di concorso A-25 Lingua inglese e seconda lingua comunitaria nella scuola secondaria di secondo grado (…).

Non esistono parole per commentare questa bocciatura.

 

[ 1] XVII legislatura Dossier del Servizio Studi sull’A.G. n. 220 Schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente regolamento recante disposizioni per la razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso a cattedre e a posti di insegnamento novembre 2015 n. 244, p. 13

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2 pensieri su “#CDCA23: destinazione potenziamento

  1. gli studenti stranieri tra i 6 e 15 anni imparano benissimo l’italiano attraverso l’integrazione con i compagni, non hanno bisogno di classi speciali e ghetizzanti.

    • in poche parole questa classe di coincorso non puo’ avere delle classi e un organico. L a scelta di essere utlizzata come potenziamento è giustissima. cosa vogliamo creare le classi di soli stranieri?? semmani chi è appena arrivato in italia ha bisogno di un supporto, ma io che vivo all’interno della scuola e non bada se l’esame di glotodidattica puo o non puo essere equippolemte a quello di linguistica, conosce la realtà e so che questi ragazzi impareranno l’italiano come spugne in pochi mesi.

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