#A23, PTOF, BES, PDP. Il Master Itals incontra il MIUR.

 

Lo scorso 29, 30,  31 agosto c’è stato il convegno organizzato dal Post Master Itals dell’Università Ca’ Foscari di Venezia dal titolo “L’italiano a stranieri oggi. Dire. Fare. Insegnare.”

L’argomento è di sicuro interesse per la nostra categoria, inoltre, vi ha partecipato in qualità di relatrice la Dott.ssa Saccardo, funzionaria del MIUR.

Nel suo intervento la Dott.ssa Saccardo ha illustrato gli articoli della legge 107 che permetteranno, all’interno dell’autonomia scolastica, l’insegnamento dell’italiano lingua seconda non come materia curricolare ma appunto all’interno dei PTOF Piani Triennali dell’Offerta Formativa.

Abbiamo chiesto a Silvia di raccontarci le sue impressioni su questo intervento, che è stato di natura prettamente tecnica. Registriamo comunque che i dati da noi presentati al convegno ANILS sono stati tutti confermati, al concorso hanno potuto partecipare in pochissimi, dal momento che i requisiti richiesti non corrispondono al profilo di chi sta lavorando/ha lavorato nel campo negli ultimi 20 anni.

La nostra impressione è che manchi, in questa fase, la volontà politica (e, ci permettiamo viste le cronache che arrivano quotidianamente dal fronte concorso, forse anche la capacità) di emendare la posizione di chi si è specializzato prima del febbraio 2016. Le proposte di Riconoscimento, ampiamente discusse su questa piattaforma, sono chiare, e continueremo a proporle.

Ribadiamo che non stiamo cercando un trattamento di favore, né una concessione; stiamo cercando un riconoscimento che ci è dovuto dal momento che l’insegnamento della lingua seconda non è nato nel febbraio 2016 ma almeno 20 anni fa e in questo tempo ci siamo stati noi a sopperire alle mancanze legislative di chi ora fa spallucce.

Ho scelto di partecipare al convegno in qualità di docente di italiano L2 perché c’erano diverse tematiche di mio interesse, ma tra quelle che più mi erano a cuore c’era sicuramente la questione della neo-costituita classe di concorso A023 per l’italiano a discenti di lingua straniera (alloglotti).

Ho pensato che dopo tutti questi mesi passati, come tantissimi di voi,  a discutere sulla riforma, sui requisiti stabiliti dal DM 94/2016, a portare avanti la battaglia dentro e fuori questo  blog, anche con il ricorso collettivo per la A023, forse c’era qualcosa di nuovo da sapere.

Così con grande attenzione ed interesse ho seguito i primi due interventi del convegno che toccavano la nostra questione:

  • “La legge 107 e l’insegnamento dell’italiano agli stranieri” di Diana Saccardo, dirigente tecnico MIUR;
  • “La Normativa sull’insegnamento dell’italiano a stranieri: quali scenari per la disciplina e per la professione” della collega Dorella Giardini.

Nel suo intervento la dott.ssa Saccardo, dirigente con funzioni tecnico-ispettive per l’ambito dell’insegnamento linguistico nella scuola, ha indicato quali sono le linee guida della legge 107 che dovranno essere recepite ed attuate all’interno del nostro sistema scolastico riguardo all’insegnamento dell’italiano a stranieri.

Le parole chiave sono state autonomia scolastica, piano triennale dell’offerta formativa (PTOF). Nel PTOF deve essere inserito l’insegnamento dell’italiano a stranieri, non come un insegnamento disciplinare, ma come attività dell’organico di potenziamento, piano di miglioramento, BES, formazione docenti, ecc.

È stata sottolineata l’importanza del compito formativo che la scuola ha verso gli alunni stranieri, che stando ai dati più recenti sulla dispersione scolastica rappresentano la quota più significativa di abbandono degli studi nel nostro sistema scolastico. Le difficoltà derivanti dalla non conoscenza della lingua e cultura italiana per gli studenti alloglotti rientra ampiamente all’interno dei bisogni educativi speciali (BES) per i quali è prevista l’attuazione di un piano didattico personalizzato (PDP). L’insegnamento della lingua e cultura italiana agli alunni stranieri è, inoltre, richiamato in diversi obiettivi formativi prioritari citati nella legge 107, al comma 7 sull’offerta formativa tramite l’organico dell’autonomia.

Si è fatto, infine, riferimento alla formazione in servizio dei docenti prevista dalla “Buona Scuola” e anche alle future modalità di reclutamento del personale docente, che prevederà un concorso con determinati requisiti, superato il quale seguiranno delle fasi graduali di assunzione attraverso un tirocinio della durata di circa due anni, superato positivamente il quale potrà essere sottoscritto una contratto a tempo indeterminato.

È seguito un dibattito in cui sono emersi diversi aspetti che mi hanno naturalmente colpita. Il primo è stato che in un parterre di circa cento partecipanti, di cui la quasi totalità docenti di italiano a stranieri con un titolo di specializzazione conseguito a Ca’ Foscari, solo una collega aveva potuto partecipare al concorso per la A023, perché in possesso dei requisiti, ed era in attesa di svolgere la prova orale dopo il superamento dello scritto. Praticamente una mosca bianca, in un contesto più che specifico per questa disciplina. Altro elemento che mi ha colpita, è che a richieste molto precise e specifiche sulle implicazioni della creazione di questa classe di concorso, ad esempio riguardo all’insegnamento dell’italiano a stranieri adulti (come nei CPIA), la Dott.ssa Saccardo non ha fornito alcuna risposta. In buona sostanza è difficile prevedere cosa accadrà a concorso ultimato, nonostante il nuovo anno scolastico sia ormai cominciato.

Quel che appare certo è che affinché i corsi di italiano per studenti alloglotti vengano attivati, devono essere inseriti nel PTOF. Da quali docenti saranno tenuti è una scelta demandata alle singole istituzioni scolastiche.

Sui tanti interrogativi che da mesi ci poniamo, mentre cerchiamo di evidenziare che esiste un’intera classe di docenti attivi nel settore che insegnano italiano a stranieri nei contesti più diversi, con un’esperienza pluriennale sul campo, con una formazione specifica conseguita presso gli enti più autorevoli nel settore e riconosciuta dal MIUR stesso ma che (chissà perché!) non sono idonei secondo i requisiti stabiliti per accedere alla A023, non c’è una risposta. O meglio forse la risposta si è persa nelle sabbie mobili di quella terra di nessuno che si estende tra il merito tecnico e quello politico delle decisioni che prende il Ministero. Decisioni, ahinoi, che purtroppo diventano legge.  

Quindi sono tornata a casa con le pive nel sacco, consapevole che la nostra è una dura battaglia che continueremo a combattere nella vita di tutti i giorni mentre cerchiamo di promuovere e offrire la nostra professionalità cercando nuove opportunità lavorative, mettendoci alla prova sul campo e svolgendo il nostro lavoro al meglio, continuando a farci sentire qui e fuori di qui.

 

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2 pensieri su “#A23, PTOF, BES, PDP. Il Master Itals incontra il MIUR.

  1. dal resoconto prezioso di Silvia emerge a mio parere in modo lampante come il MIUR non abbia idea di come si svolga il nostro lavoro nelle scuole. L’incapacità della funzionaria nel dare risposte a domande precise sul nostro ruolo nei Cpia ne sono un’ennesima prova. L’elemento che più mi infastidisce è che la facoltà di inserire l’insegnamento dell’italiano l2 nel PTOF e la decisione di chi dovrà occuparsene sono a discrezione del singolo istituto…dobbiamo continuare a farci sentire e a portare avanti la proposta elaborata da Riconoscimento!! Grazie per l’articolo!

  2. Non ho parole…w la BUONA SCUOLA!!!

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