Quali scenari per l’italiano per stranieri?

All’interno del N. XIV, 66, novembre 2016 del Bollettino ITALS che riporta gli atti della seconda edizione del convegno PostMaster ITALS, dal titolo “DIRE. FARE. INSEGNARE”  (Venezia, 29 – 31 agosto 2016), troviamo un interessante intervento di una nostra collega, Dorella Giardini. Il titolo dell’intervento è: UNA LINGUA SECONDA PER L’ITALIANO: QUALI SCENARI PER LA DISCIPLINA E LA PROFESSIONE.

L’analisi di Dorella Giardini è circoscritta agli insegnanti “invisibili” che lavorano come collaboratori esterni presso scuole pubbliche. Da un paragone con la legislazione specifica di altri Stati europei, si evidenzia come la creazione della CDC A23 ci ponga all’avanguardia in ambito di educazione pubblica.

Per la prima volta si parla non soltanto della nuova CDC, ma si ripercorrono le iniziative  che Riconoscimento ha portato avanti sin da agosto 2015 (con uno scambio aperto per la creazione dei requisiti a scaglione) fino ad arrivare al questionario a cui hanno risposto più di 900 colleghi e con il quale si è cercato di delineare le caratteristiche della nostra variegata categoria.

Leggendo l’articolo, è possibile, per chi si fosse perso qualche fase, recuperare questi lunghi anni di lotta.

Per la prima volta, inoltre, viene presentata una voce nuova: l’avvocato Leone  <<che sta curando i ricorsi di poco meno di seicento aspiranti docenti al ruolo, di cui circa un centinaio per la classe di concorso A23>> spiega nel dettaglio le motivazioni del ricorso e si sofferma sulle prospettive future per la CDC.

Il saggio di Dorella Giardini è quindi prezioso, perché ci consente uno sguardo completo sulle azioni legislative e di rivendicazione da parte della nostra categoria, che rimane, per formazione ed esperienza, una categoria molto disomogenea.

Nella situazione che si è creata all’interno della scuola pubblica, infatti, la CDC A23, include soltanto una minima parte della nostra categoria professionale; la maggior parte di noi lavora come collaboratore esterno non solo nella scuola pubblica, ma anche nei CPIA, nelle Università, negli enti di formazione, nelle scuole private, all’estero presso enti pubblici e privati e questa larga fetta di colleghi continua a non avere un riconoscimento formale, per il lavoro che ha svolto e sta svolgendo da anni. Rimane invisibile non soltanto ai legislatori, ma anche a chi si occupa di promozione della lingua e cultura italiana, si vedano le conclusioni dei recenti Stati generali della lingua italiana.

Continueremo a seguire discretamente il percorso giuridico della A23, anche alla luce di ciò che è accaduto dopo il concorso, dove sulle 506 cattedre messe a bando ne sono state assegnate soltanto 22.

Nel ringraziare Dorella per l’ottimo lavoro di ricerca e analisi, vi invitiamo a leggere il documento nella sua interezza, poiché conoscere significa diventare consapevoli di un percorso, di una professionalità, di una necessità di “attivarsi”,  per richiedere ciò che ci spetta, senza sconti.

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Un pensiero su “Quali scenari per l’italiano per stranieri?

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