#CDCA23 – Appello alla Ministra

Su segnalazione della collega Laura Schiattone, volentieri pubblichiamo.

Gli studenti del corso di Laurea Magistrale in Scienze del Linguaggio dell’Università Ca’ Foscari di Venezia hanno scritto una lettera alla Ministra Giannini per sottolineare come l’identificazione, da parte del Miur, dei requisiti di ammissione alla CDC A23 rischi di diventare un boomerang per tutti quegli studenti che hanno scelto il loro percorso di studi proprio con lo scopo di diventare futuri docenti di italiano lingua seconda.

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#CDCA23: il MIUR incontra i sindacati

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Condividiamo le dichiarazioni di Cisl e Uil (Cgil e Cobas non pervenuti al momento) sull’incontro tra i sindacati e il MIUR nelle persone della dott.ssa De Pasquale, il nuovo Capo Dipartimento, il Direttore generale del personale, dott.ssa Novelli e il dott. Chiappetta avvenuto ieri 2/9.

Le poche notizie che circolano annunciano un incontro il 14/9, che potrebbe essere un “tavolo tecnico” e poi di nuovo un incontro MIUR-Sindacati il 22/9.

In contemporanea sono state pubblicate delle tabelle di riferimento per l’accesso al concorso (apparentemente definitive), che vi consigliamo di leggere (articolo UIL, oltre a OS). E’ importante che leggiate attentamente questi materiali appena diffusi, dobbiamo rimanere compatti e soprattutto informati! Contattateci se trovate altri link, li dobbiamo diffondere!

Le conclusioni che se ne traggono non sono affatto confortanti. Per questo motivo vi chiediamo di condividere con Riconoscimento eventuali contatti con i sindacati e con la stampa nazionale. È il momento di rimboccarci le maniche e procedere uniti.

Di nuovo l’appello di appoggiarci su Twitter: @Riconoscimento e i nostri personali: 

@Ambraliu@cecia1475 e @Aleksa737 e vi ricordo la lista CDCA23.

Ci sono alcune colleghe molto attive che vi chiedo di taggare ogni volta: Paola: @paolaiasci1, Eleonora: @LolaSciubba e Marida: @i_Mad76 .

MAI PIÙ INVISIBILI.

E a Roma piove…

🙂

#CDCA23 Abilitazione: i requisiti minimi “for dummies”

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Permetteteci l’ironia.

In realtà è stato importante anche per noi ritornare sulla proposta. Abbiamo ampliato la spiegazione cercando, nel contempo, di rispondere ad alcune delle domande più comuni che abbiamo ricevuto.

L’articolo è corredato da un podcast di prova, un esperimento di 2′ su Soundcloud, assolutamente facoltativo, in cui ritorniamo sulla proposta e sui motivi che ci hanno spinti a concepirla tale.

Chiudiamo ricordandovi che accogliamo volentieri proposte che cerchino di ricalibrare gli scaglioni. Inviatele a riconoscimentol2ls@gmail.come e le renderemo pubbliche. Però, sbrighiamoci che il Parlamento ha già ripreso i lavori!


 

Bozza della Tabella A

La proposta denominata “a scaglioni” divide le lauree in tre gruppi. Prevede tre parametri: Lauree, Titoli di Specializzazione e Ore di Servizio. Continua a leggere

#CDCA23 Abilitazione: i requisiti minimi per l’equipollenza

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In vista del concorso 2016, che secondo la legge 107, comma 114, dovrà essere bandito entro il 1/12/2015 e viste le indiscrezioni, ad oggi non confermate dal Miur, circa una tabella A sulle classi di accesso all’abilitazione per le nuove CDC, in quanto Riconoscimento della professionalità degli insegnanti di italiano L2/LS abbiamo compilato una lista di requisiti abilitativi con i quali chiediamo accesso diretto al succitato Concorso.

Il messaggio che vogliamo inviare è chiaro: ci siamo e siamo qualificati, siamo già abilitati.

Il vuoto normativo che fino ad oggi ha caratterizzato la nostra professione in Italia e all’estero è stato colmato dalla nostra intraprendenza, ci siamo formati attraverso percorsi universitari specifici e qualificanti, abbiamo lavorato per anni come docenti di italiano per stranieri maturando competenze e professionalità sul campo.

Questo è quello che chiediamo ora: essere riconosciuti per quello che siamo, docenti di Italiano per stranieri abilitati e competenti. Continua a leggere

#CDCA23: 2 interviste: Facilitatori linguistici e Riconoscimento

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Oggi pubblichiamo la testimonianza di Lorenzo Pagni su OS: I facilitatori linguistici non avranno accesso alla CdC A23 per fare il concorso del 2016? . Lorenzo illustra il proprio lavoro e le conseguenze che  subirebbe se la famosa bozza venisse approvata così com’è.

Nell’articolo il collega fa un appello richiedendo che, in vista del Concorso 2016, siano requisiti d’accesso a prescindere da tutte le lauree “almeno un titolo specifico e tot anni di esperienza”. Si può davvero aprire a tutti? D’altronde non ci sono sbarramenti di sorta quando si intraprendono i vari percorsi formativi offerti dalle nostre università. Sappiamo quali sono i titoli disponibili, ma come calcolare gli anni, come dargli peso?

Accogliamo l’appello di Pagni, intervenuto più volte sul blog: collaboriamo per presentarla noi una lista di requisiti abilitanti!

Il secondo articolo, invece, è un’intervista alla sottoscritta: Quali sorprese aspettarsi dalla nuova classe di concorso per insegnanti di italiano per stranieri? pubblicata da Informalingua. Nell’intervista ripercorro questo lungo mese di lavoro, soffermandomi sulle contraddizioni della bozza e sull’alternativa che intendiamo offrire con i contributi presenti sul blog.

Buona lettura e riflessione.

#CDCA23: titoli di specializzazione, una riflessione

Sui percorsi formativi mi preme riassumere alcune questioni spinose già emerse:
1. Certificazioni: ne esistono di I livello e II livello e il passaggio dal I al II livello non è proprio scontato (guardiamo l’esempio della Ditals II);
1. a. il calcolo dei cfu va tentato (tramite un articolo per il blog);
2. a. il Master Ditals permette di acquisire non solo il titolo del Master, ma anche la Ditals I e II livello, quindi attenzione ai punti che gli si intende dare;
2. b. il Master Itals è sia di I che di II livello (l’ho scoperto ieri, attenzione a nominare bene i Master, ma tra I e II livello faremo differenze? no!);
2. c. c’è anche questo Master ELIIAS, Master E-learning per l’insegnamento dell’italiano a stranieri; se ne è parlato qui;
3. ok inseriamo anche il Cefils e poi ho sentito nominare il corso di facilitatore linguistico per la Provincia Autonoma di Trento (PAT) (link non pervenuto);
4. se non bastasse, ci sono questi corsi di perfezionamento di Ca’ Foscari, che non so quali altre università offrano, annuali, da 20 cfu, aperti a tutti (??). Ci sono sia per la didattica delle lingue straniere che per l’ItaL2.

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#CDC A23: requisiti abilitazione tra legge 107 e Tfa, l’ipotesi scaglione e Max Bruschi

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Questa volta partiamo dalla conclusione quasi scontata: l’accesso al concorso 2016 nella #CDCA23 per gli abilitati ad altre classi di concorso, come la 43/A, 50/A, 51/A , 52/A, 45/A e 46/A. Pur non volendo scatenare una lotta tra abilitati e non, non posso fare altro che tornare a ragionare su come poter rientrare in questo Concorsone che per la prima volta ci riconoscerebbe come categoria -anche se inizialmente solo nella scuola pubblica in Italia, dove non tutti aspiriamo a lavorare.

Vorrei però che ci dedicassimo al tema “requisiti” con uno sguardo più ampio, facendo un minimo di calcolo sulla tempistica. Nonostante ci siano colleghi che auspichino un III ciclo di Tfa (cfr. la pagina Fb relativa), non credo che questi abilitati sarebbero in grado di partecipare al Concorsone, un po’ come è già successo con il Tfa del 2012/2013, che poi non permise agli abilitati di partecipare al Concorso 2012 creando non solo malcontenti vari, ma anche ricorsi poi vinti, si legga qui. La conferma su un altro articolo di OS che riporta l’opinione del gruppo CONCORSO DOCENTI 2016 APERTO A TUTTI I LAUREATI non abilitati dove si torna a parlare della irregolarità con cui vengono banditi  i concorsi:

“in Italia non si dà spazio ai giovani e non viene assicurata la possibilità di abilitarsi annualmente, abilitazione concessa ogni anno in tutte le professioni. A rigore di logica, infatti, il I ciclo Tfa viene istituito nell’a.a. 2011/2012, dopo sei anni dall’ultimo percorso abilitante Ssis, e occorre aspettare l’a.a. 2014/15 per l’avvio delle procedure selettive per il II ciclo Tfa. È dunque evidente che la procedura per accedere ai percorsi abilitanti non è regolare”.

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