Chi siamo

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Chiara Sbragia

Da sempre appassionata all’insegnamento-apprendimento delle lingue e interessata agli scambi interculturali, dopo la laurea in lingue mi sono specializzata nella didattica dell’italiano L2/LS. Ma ben presto mi sono resa conto di quanto fosse difficile proseguire in questo percorso e che le aspettative suscitate dai vari corsi di formazione universitari non corrispondevano per niente alla realtà dei fatti né all’estero né tantomeno in Italia. Poi nel 2013 interagendo nei vari gruppi dedicati all’italiano per stranieri ho notato che la maggioranza dei colleghi condivideva le mie stesse perplessità e la stessa indignazione nei confronti della nostra assurda situazione professionale. Così ho lanciato l’idea della petizione su Avaaz con lo scopo primario di far conoscere al mondo e alle Istituzioni l’esistenza della nostra categoria. L’idea fu immediatamente accolta da Alessandra Giannini che si prodigò nella sua diffusione. Da allora con lei è nata un’attiva collaborazione condividendo un gran lavoro di ricerca di documenti e contatti. La petizione ebbe subito un’ottima diffusione, in seguito alla quale venni in contatto con Ambra/Laura. A lei si deve l’idea dei gruppi locali e dell’associazione. Abbiamo quindi unito le nostre forze, e anche se tra alti e bassi, non molliamo!

 

Cecilia Cassetta (a sinistra della foto)

La passione per questo lavoro è cresciuta pian piano: lavoravo al Cesvol quando mi sono laureata in filosofia. Era il periodo i cui fiorivano le SISS universitarie cha andavano a sostituire il concorso a cattedra e avendo lavorato con associazioni che si occupavano di immigrati, decisi per la scuola di specializzazione in didattica dell’italiano l2ls, ‘non è abilitante’ mi dissero ‘ma lo diventerà a breve’. Non è andata proprio così, tuttavia io mi sono appassionata a questo lavoro, ho lasciato le associazioni del Cesvol iniziando a lavorare nei vari contesti italiani di insegnamento di ita l2, facendo tanti ma tanti concorsi per lavorare nelle università e collaborando con Ctp, cooperative, progetti SVE e via dicendo. Ho fatto e faccio anche altri lavori perché come tutti sanno, non si sopravvive con i contrattini mensili o semestrali.

Vi dico la verità, ciò che mi ha sempre lasciato perplessa in questo mestiere è la passiva accettazione di chi vi lavora verso le condizioni contrattuali. Per me invece sono fondamentali, per questo dedico parte del mio tempo libero a Riconoscimento. È vero, è difficile ottenere qualcosa in un quadro normativo di leggi sul lavoro che negli anni ha fatto perdere diritti essenziali a molte categorie, ma se vogliamo provare a cambiare qualcosa l’organizzazione è fondamentale.

 

Alessandra Giannini (al centro della foto)

Ho sempre desiderato insegnare italiano agli stranieri, mi sono laureata in lingue indirizzo glottodidattico sostenendo (all’epoca bastava) due esami di italiano e uno di geografia.

Ho provato dopo la laurea a fare l’insegnante, ma evidentemente il mio destino non era quello, in quel momento. Ho fatto tantissimi lavori nel frattempo, quasi tutti nel campo culturale, ho cercato di ampliare la mia formazione ad altri campi, ho avuto contratti di tutti i tipi e ho lavorato per aziende con tutte le denominazioni e finalmente 8 anni fa sono riuscita a fare il lavoro per cui mi ero laureata. Il coronamento di un sogno? In parte perché purtroppo le condizioni lavorative non sono ideali e perché è oggettivamente difficile farne un lavoro a tutti gli effetti.

Sono consapevole che le nostre condizioni lavorative sono condivise da altre categorie, però mi sono resa conto che la poca considerazione verso la nostra professione non ha eguali.

Mi impegno perché ci credo, credo nell’importanza di quello che faccio e credo in una società che sia giusta ed equa, e credo fermamente che non possiamo semplicemente sederci e aspettare, ma se vogliamo cambiare la situazione dobbiamo agire e metterci in gioco in prima persona.

 

Laura Cambriani (a destra della foto)

Insegno italiano a stranieri dal 2001 e la maggior parte di questi anni li ho trascorsi all’estero, gli ultimi otto negli Stati Uniti. Alcuni di voi mi conoscono probabilmente come blogger e con altri nick (Ambra Liù, ladylink) visto che sono presente in molti dei luoghi di ritrovo online degli insegnanti di italiano per stranieri.

Dalle pagine de Ildueblog ho sempre cercato di sensibilizzare i colleghi -e tutti coloro che avrebbero voluto intraprendere questa professione- sulle problematiche legate alla formazione, alla varietà e spendibilità dei titoli, ai nostri diritti (pochi) di insegnanti, non trascurando mai l’aspetto della didattica vera e propria.

Nel 2006 io stessa ho lanciato una petizione di cui è rimasta una flebile traccia, ma non ho saputo fare tesoro delle firme raccolte. Così, quando su italiano per stranieri è stata pubblicizzata la petizione 2013 di Chiara Sbragia, adoperarmi per diffonderla mi è venuto naturale. In questo modo ho conosciuto Alessandra, con cui in questi anni ho avuto scambi principalmente a distanza.

A fine 2013 nasce Riconoscimento blog e la lotta per il riconoscimento continua con alti e bassi fino a maggio di questo anno, quando io e Cecilia ci incontriamo a Roma. Riprende l’attività di Riconoscimento Nazionale che a settembre mi porterà a Bologna, dove finalmente conosco anche Alessandra.

Con la creazione della classe di concorso A23 Lingua italiana per discenti di lingua straniera-alloglotti la nostra collaborazione è ripresa intensamente, in modo continuativo.

L’elaborazione della proposta dei requisiti d’accesso alla classe di concorso è la dimostrazione che noi insegnanti insieme, con impegno e caparbietà, possiamo portare a termini degli obiettivi straordinari. Credo molto in questo coordinamento nato dal basso, cresciuto grazie al confronto e alimentato dagli scambi sul blog e sulla pagina.

Insieme, è possibile!