FAQ (requisiti)

Questa sezione è dedicata ai dubbi provocati dai requisiti abilitativi. Le risposte sono state tratte anche da alcuni scambi avvenuti sul blog (ma non solo). È aggiornata al 25/09/2015.

SCAGLIONE 2

1. Perché la mia LM 37 è stata esclusa dalla Tabella A?

Probabilmente l’esclusione della LM-37 è la più eclatante, ma sono molte le lauree umanistiche non presenti e che dovrebbero essere reintegrate. La Tabella A è evidentemente basata su requisiti per CDC di insegnamento della L1 e quindi le LM inserite sono state “pescate” in modo piuttosto arbitrario. È per questo motivo che in questo scaglione abbiamo incluso tutte le lauree umanistiche.
Riconoscimento Nazionale, quindi, non darà luogo a iniziative specifiche per reintegrare questa LM, perché pensiamo che si debbano difendere tutte le lauree escluse. Crediamo, comunque, che le iniziative nate attorno a questa esclusione siano auspicabili, poiché è così che ci si conosce e che ci si può muovere per fare pressione.

Sulla pagina c’è una collega, Elena Mou, che ha in atto una raccolta firme da inviare al MIUR. Per saperne di più, cliccate qui.

2. Ho una laurea triennale, perché le triennali sono escluse?

Le triennali sono escluse da qualsiasi percorso abilitativo. Per questo motivo non possiamo considerarle.
Nonostante le triennali permettano l’accesso a Master di I livello, possedere un Master non permetterebbe in nessuno di compensare i crediti mancanti per l’accesso al Tfa e quindi le esclude dai nostri requisiti.

3. A proposito dei laureati LS/LM[2] entro il 2016 (per un totale di 300 cfu)- quali sono le classi di LS/LM ritenuti validi?

Tutte le lauree umanistiche, senza nessuna esclusione.

TITOLI DI SPECIALIZZAZIONE

  1. Quale titolo di specializzazione verrà considerato per accedere al concorso?

Ad oggi il MIUR non si è ancora pronunciato (decreto ministeriale) sui titoli di specializzazione. Siamo consapevoli della differenze tra un dottorato ed una certificazione (quest’ultime non hanno un corrispettivo in cfu), ma non ci siamo, per ora, voluti avventurare nell’elaborazione di un punteggio, perché non è spetta a noi occuparci di questo (la nostra è una proposta) e soprattutto poiché il nostro ragionamento esclude e prescinde dai cfu. Inotre,  le certificazioni che sono assai diffuse e richieste non ne hanno.

    2. Il mio Master in Didattica dell’italiano a stranieri è abilitante?

A chi ci chiede se il Master verrà considerato abilitante, rispondiamo che il Master è il titolo che, per durata e crediti, più si avvicina al Tfa. Attenzione però ai Master che si propongono come abilitativi o come chiave di accesso per la CDCA23: nessun titolo, al momento, offre questa possibilità.

Ci teniamo a sottolineare, però, che  nemmeno il dottorato, ad oggi, è riconosciuto come abilitante.

3. Perché le abilitazioni in altre CDC o nelle ex 45A e 46A non sono considerate?

Perché non sono abilitazioni in italiano L2 e quindi non le consideriamo tra i titoli che sono specifici per l’insegnamento dell’italiano a stranieri. Nella nostra proposta non trovano spazio i titoli abilitativi in altre materie scolastiche.

4. Perché non è stato inserito il mio titolo di facilitatore preso con un percorso ad hoc e valido nella provincia autonoma di Trento?

Diversamente dalle altre certificazioni valide a livello nazionale (Ditals,Dils-Pg, Cedils, Cefils) temiamo che questi percorsi formativi, finalizzati a creare degli albi professionali provinciali, non abbiano valenza nazionale ma solo nella provincia che li ha organizzati. A fine corso vi è stato rilasciato un titolo? E a cosa corrisponde?

Ci teniamo a ribadire che non siamo noi a dover riconoscere la validità di tutti i percorsi formativi presenti sul mercato, noi facciamo solo proposte, cercando di essere il più inclusivi possibile.

Lo stesso vale per eventuali percorsi di formazione svolti all’estero. Se sono stati erogati da università italiane, dovete fare riferimento alle vostre università, esigendo una risposta scritta sul valore del titolo rilasciato, sempre che ne rilascino uno.

5. Mi sono laureata nella LM39 con indirizzo “didattica dell’italiano a stranieri”, ho una triennale in in italiano L2 con un percorso accademico (oltre che professionale) specifico in questo campo. Mi sono laureata in italiano L2 già alla triennale, e con un percorso accademico (oltre che professionale) specifico in questo campo mi sembra ridondante e penalizzante l’obbligo di conseguire una certificazione per l’insegnamento. Altrimenti che senso avrebbero lauree con questo preciso indirizzo se poi dobbiamo integrare una certificazione?

Chi ha conseguito la laurea entro la data di pubblicazione del Concorso, non farebbe comunque in tempo a recuperare determinati cfu richiesti dalla Tabella A e dovrebbe, comunque, possedere uno dei titoli di specializzazione per accedere al percorso abilitativo. Così è anche nella nostra proposta: possedere un titolo di specializzazione è obbligatorio, accompagnato da delle ore certificabili di servizio.

ANNI DI SERVIZIO

Ci rendiamo conto che sia difficile, in alcuni contesti di lavoro, certificare 475 ore di lavoro, ma ci teniamo a precisare ancora una volta, che sono un totale estrapolato dal totale di ore di Tirocinio del Tfa. Trattandosi dell’abilitazione per insegnare in scuole statali o comunque riconosciute dal MIUR (leggi scuole elementari, medie e superiori private o paritarie), ci sembra azzardato inserire le associazioni o le scuole private di lingua (in Italia o all’estero). Ci rendiamo anche conto che sia difficile farsi riconoscere le ore di lavoro pagate in nero. Cogliamo quest’opportunità per far emergere il sommerso e per riconsiderare alcune offerte di lavoro in cui ci imbattiamo.

  1. Non trovo da nessuna parte i CPIA, non li avete considerati?

I CPIA (ex CTP) rientrano negli enti riconosciuti dal MIUR, per questo motivo non abbiamo specificati nessuno degli enti che rientrano in questa categoria.

2. Ho fatto del volontariato, posso sommare queste ore a quelle di lavoro?

No, il volontariato non rientra tra le ore di lavoro certificabili per arrivare al totale di 475 (secondo la nostra proposta di requisiti abilitativi, per un Concorso nella scuola pubblica).

3. Ho molte più ore certificabili, verranno contate?

Ci teniamo a precisare che non siamo noi a dover attribuire un valore alle vostre esperienze lavorative, la nostra è una “proposta”. Dobbiamo essere realisti: per le altre CDC il MIUR non considera nemmeno il servizio prestato presso università e IIC, quindi la nostra lista è già molto inclusiva!

4.  Ho lavorato 9 anni in Giappone in una scuola privata e in un liceo di cui il Miur credo ignori l’esistenza. Sono comunque contemplati nella richiesta dei requisiti?

Crediamo che se la scuola è riconosciuta dal Ministero dell’istruzione giapponese, probabilmente verrebbe riconosciuta anche dal Miur. Però in questo caso vi consigliamo di iniziare ad informarvi in loco. Nel caso che la nostra proposta venisse accettata da Giannini e Co., un candidato potrà benissimo inoltrare la sua domanda di ammissione al concorso corredata dei rispettivi certificati etc; sarà poi il MIUR stesso a valutare. Dovete però rendervi conto che per le CDC di lingua non vengono conteggiate le ore di servizio presso scuole come British Council o Istituto Cervantes.

EVENTUALI E VARIE

I 72 CREDITI:

  • È fondamentale consultare l’Ordine degli Studi sul quale abbiamo basato i Piani di Studio delle nostre lauree. Questo perché dobbiamo dimostrare l’illegittimamità del requisito dei 72 crediti, che a sentire le vostre esperienze, non sono obbligatori per nessun indirizzo di laurea, tantomeno per le LS/LM inserite nella Tabella A.
  • Chi ha una laurea VO, non ha il corrispettivo in CFU per gli esami sostenuti. Quindi i colleghi in possesso di una laurea VO dovrebbero richiedere alle proprie segreterie didattiche l’equipollenza in CFU delle loro lauree. Ad oggi, nessuno dei colleghi con cui abbiamo avuto l’opportunità di parlare, è riuscito in questa impresa.
  • Indicativamente, un esame annuale delle lauree VO equivale a 12cfu.