Requisiti

Proposta di requisiti abilitativi, considerata come norma transitoria, al fine di partecipare al prossimo concorso 2016 per la CDC A-23. Se la Tabella A venisse mantenuta, questa norma transitoria permetterebbe di compensare i titoli mancanti con i titoli di formazione specifica, uniti alla certificazione delle ore di servizio di cui si è in possesso.

Questa proposta denominata a scaglioni divide le lauree in tre gruppi e prevede tre parametri: Lauree, Titoli di Specializzazione e Ore di Servizio.

  1. LAUREE

SCAGLIONE 1: laureati VO (qualsiasi indirizzo di laurea)

Gli insegnati di italiano L2/LS che lavorano in questo settore da molti anni, sono in possesso di questi tipi di lauree, associate ad una specifica formazione post laurea, nella didattica dell’italiano L2/ LS.

Questo tipo di lauree sono basate su esami annuali al superamento dei quali non si conseguivano cfu. Molte di queste lauree umanistiche prevedevano esami obbligatori -diversi da ateneo ad ateneo- per insegnare materie letterarie alle superiori (secondarie, di II grado). Nonostante questi esami, nemmeno i VO in materie umanistiche raggiungerebbero i 72 cfu della Tabella A. Stiamo provando a chiedere alle segreterie universitarie un’equipollenza dei cfu tra VO e LM, ma ancora non abbiamo ricevuto riposta.

[1] SCAGLIONE 2: laureati LS/LM entro il 2016 (per un totale di 300 cfu) solo lauree umanistiche.

In questo scaglione dovremmo far rientrare tutte le lauree umanistiche, erogate dai vari atenei italiani.

Stando alla Tabella A, chi consegue la laurea entro la data di pubblicazione del Concorso, non riuscirebbe a recuperare i cfu richiesti dalla Tabella A e dovrebbe, comunque, possedere uno dei titoli di specializzazione per accedere al percorso abilitativo. 

Per questo secondo scaglione prevediamo anche noi l’obbligo di possedere un titolo di specializzazione; il titolo deve essere accompagnato da delle ore certificabili di servizio.

SCAGLIONE 3: laureati LS/LM dopo il 2016 (per un totale di 300 cfu)

Non conoscendo come si svilupperà la faccenda, possiamo solo affermare che se venisse mantenuto il discorso dei 72 cfu specifici, questi colleghi avrebbero il tempo di adeguare i loro piani di studio, ma dovrebbero comunque avere un titolo di specializzazione. Questi futuri colleghi non rientrerebbero comunque nel Concorso 2016.

  1. TITOLI DI SPECIALIZZAZIONE
  1. Dottorato in ambito linguistico e didattica dell’italiano per stranieri;
  2. Scuola di Specializzazione in didattica dell’Italiano a stranieri;
  3. Master di I e II livello in Didattica dell’Italiano a stranieri;
  4. Corsi di perfezionamento annuali in Didattica dell’Italiano a stranieri;[2]
  5. Certificazioni: Cedils/Ditals I & II/Dils-PG I & II/Cefils.[3]
  1. ANNI DI SERVIZIO

Secondo la nostra proposta, il MIUR in sede di concorso dovrebbe utilizzare gli stessi criteri di valutazione per il servizio prestato come docente di Italiano per stranieri presso le  istituzioni italiane o estere, per un minimo di 475 ore certificabili e documentabili dall’ente presso il quale si è prestato servizio [4] . Le istituzioni riconosciute dal MIUR sono: Università, Istituti Italiani di Cultura, Scuole statali di ogni ordine e grado, scuole paritarie e/o private, centri di formazione professionale. L’italiano L2 nella scuola pubblica non esisteva fino all’istituzione dei CTP, quindi ci sembra giusto che il servizio prestato in tutti gli enti riconosciuti dal MIUR abbia lo stesso valore.
_ _ Note_ _

 

[1] Sono state volutamente escluse le lauree triennali, considerate requisito insufficiente per l’abilitazione in base al decreto ministeriale n. 22 del 9 febbraio 2005 e al Decreto del 9 luglio 2009.

[2] Erogati, per esempio, da Ca’ Foscari, 20 cfu: e in passato dall’ Orientale di Napoli, 25 cfu (corso non più attivo).

[3] L’unico tentativo di equiparazione Certificazioni=cfu è stata tentata dalla Diadori, ne “La Ditals risponde 3”. Riportiamo il suo ragionamento, completo di bibliografia. Il suo calcolo, però, non ha trovato nessun riscontro e rimane, dunque, arbitrario.

[4] 475 ore corrispondono all’ammontare di ore di tirocinio a scuola previsto nei percorsi di abilitazione, Tfa). Più dettagli sulle 475 ore di tirocinio, si consiglia di cliccare qui. All’interno delle 475 ore è conteggiato anche il servizio prestato come esaminatore e/o somministratore di prove di certificazione CILS, CELI, PLIDA, ROMA 3 (certificazioni Cliq).