Repetita iuvant

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Il coordinamento Nazionale di Riconoscimento, insieme alle due associazioni di insegnanti di italiano per stranieri Apidis e Ilsa, ha inviato al MIUR, un ulteriore documento per porre alcune domande sullo stato delle fasi successive al concorso per la CDC A23 e sui futuri provvedimenti attinenti all’insegnamento dell’italiano L2.

Cogliamo l’occasione, inoltre, per sottolineare ancora una volta come la tabella dei requisiti per la CDC A23 non sia completa. Vi invitiamo a leggere il documento e dare il vostro supporto attraverso la sua diffusione.

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#CDCA23: OS pubblica una presunta nuova tabella A

OS è l’unico portale ad aver pubblicato -in data odierna- una nuova versione della Tabella A (pp. 18-19), ricordandoci che è provvisoria e che dovrà essere approvata in settimana. In realtà pare che prima dell’approvazione nel Consiglio dei Ministri, la riforma delle Cdc debba passare l’esame del neo-insidiato Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (questa notizia letta su Fb non ha trovato conferma, si vocifera si debba pronunciare entro il 27/1, con un parere non vincolante e che ritarderebbe ulteriormente la pubblicazione del bando).

Vi invitiamo a leggere questa ennesima tabella A, confrontandola con la versione precedente: i cambiamenti sono numerosi e complicano una situazione già ingarbugliata.

Alleghiamo anche la nostra più democratica e inclusiva controproposta elaborata con Ilsa e Apidis a settembre e tuttora valida alternativa, nonostante le indiscrezioni odierne.

 

#CDCA23: destinazione potenziamento

Come saprete il potenziamento viene sempre di più presentato come unica opzione possibile per la A23, nuova classe di concorso per la quale non esiste una cattedra vera e propria, vuoi per mancanza di tempo e organizzativa, vuoi perché l’iter e i tempi  per l’approvazione sono lunghissimi, vuoi perché di studenti alloglotti ce ne sono pochi, ma tocca chiamarli stranieri perché per legge così sono definiti e diventano numerosi in classe a tratti scomodi.

Il potenziamento è un “fenomeno nuovo”, voluto tanto dal Governo del fare, sancito dalla legge 107 e che -messo in atto a partire dal nuovo a.s. 2015/2016- dovrebbe permettere di implementare e migliorare l’offerta formativa su richiesta specifica delle scuole (e sembrerebbe che la maggior parte  delle richieste riguardino l’italiano per stranieri, ma che strano!): <<si parlava di migliaia di docenti che avrebbero consentito alle scuole di ridurre le supplenze e di attivare progetti didattici per migliorare la qualità dell’offerta formativa. C’era persino chi favoleggiava che l’organico sarebbe potuto servire per garantire il tempo pieno nella primaria e nella secondaria di primo grado. >> da Tecnica della Scuola (TDS).

Mentre però il concetto di “potenziamento” nella legge 107 è interpretabile come “ampliamento”, “miglioramento” e “valorizzazione” in ogni ambito disciplinare, per il quale <<l’istituzione scolastica effettua la programmazione triennale dell’offerta formativa >> (legge 107, Art 1. comma 2 e comma 14), nella realtà dei fatti la parola “potenziamento” sta assumendo un significato molto meno edificante rispetto alle lodevoli intenzioni con cui era stato pensato. Continua a leggere

#CDCA23: l’incontro di Bologna visto da Oriana

Ho partecipato anch’io all’incontro APIDIS del 3 ottobre a Bologna sulla figura dell’insegnante di italiano a stranieri. Condivido quanto esposto da Alan, Valentina e Roberta, quindi non ritengo sia necessario che lo riassuma anch’io qui. Racconterò invece che sono intervenuta a fine convegno per chiedere chiarimenti sulla dichiarazione della prof. Pugliese che aveva accennato alla possibilità che i candidati della classe di concorso A23 venissero inseriti nella scuola come organico potenziato.
Esiste infatti nella circolare sulla fase C dell’organico potenziato, fra i campi del potenziamento, al punto 2r “alfabetizzazione e perfezionamento dell’italiano come lingua seconda attraverso percorsi e laboratori per studenti di cittadinanza o di lingua non italiana, da organizzare anche in collaborazione con gli enti locali e il terzo settore, con l’apporto delle comunità di origine, delle famiglie e dei mediatori culturali” uno spazio potenziale per la figura dell’insegnante di italiano L2.
Tuttavia, il personale per il potenziamento, che si dovrebbe affiancare ai docenti di classe o portare fuori dalla classe i bambini stranieri per lezioni intensive di italiano L2, in realtà – come precisa intervenendo anche il prof. Serragiotto – sarebbe previsto solo per rispondere all’eccedenza di persone presenti nelle attuali Graduatorie ad Esaurimento delle supplenze, che il governo intende svuotare. Si tratterebbe di un’eccezione e non una regola prevista in tutti i futuri concorsi che coinvolgeranno anche la cdc A23.

Inoltre, oggi ho partecipato a un incontro sulla Buona scuola a Mira (VE), dove ho sentito affermare che il governo ha parlato di inviare 8 docenti dell’organico potenziato per scuola, ma non intendeva per scuola (per plesso) ma per istituto, quindi in molti istituti comprensivi ne arriveranno ben… 1 per scuola! Senza considerare che questi docenti potranno insegnare anche su classi di concorso per le quali non sono abilitati… c’è necessità di docenti per le materie scientifiche o per le lingue, ma moltissimi dei presenti nella Graduatoria ad Esaurimento (GAE) sono insegnanti di materie umanistiche…
Mi viene quindi da pormi il dubbio su come potranno essere trovati in seguito fondi per la nuova figura creata dalla cdc A23, dato che nella scuola dell’obbligo mancano attualmente figure a supporto dei minori con difficoltà di apprendimento, dislessia, ADHD, per i quali sono previste programmazioni individualizzate (PDP) ma senza personale dedicato che possa svolgerle e monitorarle: viene tutto affidato all’insegnante di classe, che solitamente ha più di un caso problematico in classe. Anche la dislessia è in aumento.
Per i bambini con certificazione di handicap attualmente nella scuola dell’obbligo si combatte per avere abbastanza ore di affiancamento del docente in classe delle insegnanti di sostegno o di professionisti che provengono da cooperative (pagati dai comuni?), come gli addetti all’assistenza.

Ho chiesto ai relatori del convegno Apidis quindi se si pensa che i nuovi assunti della cdc A23 potrebbero inserirsi nei CPIA, che sembrano luoghi deputati all’insegnamento dell’italiano L2 agli adulti stranieri e rifugiati e – date le nuove normative quali l’esame di italiano A2 della prefettura per ottenere il permesso di soggiorno per lungo soggiornanti o quello per chi è giunto in Italia dopo il 2012 ed ha dovuto firmare il cosiddetto “Accordo di integrazione”, oltre alle crisi in corso che fanno aumentare il numero dei rifugiati in Europa – sembrano avere un’utenza in aumento.

Uno di loro, direttore di CPIA, ha risposto che, con l’autonomia dei CPIA proprio ora in implementazione, si prevede di continuare a nominare personale di ruolo dalle solite classi di concorso per i livelli di “scuola primaria” e “scuola media” e di utilizzare personale esperto esterno per quelli che si considerano corsi “con finanziamento eccezionale”, sporadici, quali i corsi del Fondo Europeo Integrazione, oggi trasformato in Fondo Asilo Migrazione e Integrazione.

Io ritengo che andrebbe riformato il sistema dell’insegnamento dell’italiano come lingua seconda in questi centri, creando corsi più estesi nel tempo ed integrando con fondi diversi l’offerta che oggi viene finanziata tardi e saltuariamente col FEI, per elevare lo stardard di qualità e non offrire poco e fatto con scarse risorse in ambienti e con materiali non idonei, obsoleti, solo per venire incontro ad un bisogno della certificazione ad ogni costo (certificazioni tra l’altro non riconosciute dal sistema CLIQ).
Allora, quale sarà la collocazione dei nuovi abilitati ed assunti con la creanda classe di concorso A23? Non sembra chiaro…

#CDCA23: l’incontro a Bologna visto da Roberta

Riceviamo e condividiamo il contributo di Roberta Barberini, anche lei presente sabato 3 ottobre.

Qui trovate quello di Alan e Valentina.

Grazie, Roberta e di nuovo buona lettura a tutti!

L’incontro promosso da Apidis sul riconoscimento della professione dell’insegnante di italiano l2 è stato ricco di interventi e interrogativi e ha visto una buona partecipazione di insegnanti. Considerato che la nostra professione lotta o meglio noi lottiamo per il suo riconoscimento e non esistiamo ancora come “categoria”, così come viene intesa dai sindacati o per lo meno da molti di questi, direi che come primo incontro di discussione sul tema si possa  essere molto soddisfatti.

Penso che Riconoscimento, Apidis e Ilsa abbiano fatto un primo e decisivo passo: hanno condiviso un documento con dei requisiti di accesso al concorso per la A23 e lo hanno portatoinsieme al Miur. La strada è ancora lunga ma partire con il piede giusto è molto importante.

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#CDCA23: l’incontro a Bologna visto da Alan e Valentina

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In attesa di un resoconto ufficiale e condiviso, pubblichiamo volentieri l’opinione di due colleghi che ci offrono il loro punto di vista sull’incontro organizzato da Apidis il 3 ottobre, a Bologna, in occasione dell’assemblea annuale.

Alan ha reso disponibile il suo articolo su Adgblog, Valentina ci ha inviato il suo contributo.

Buona lettura e grazie ancora a Alan e Valentina!

Qui invece trovate il controbuto di Roberta Barberini.

P.s la tabella A, è consultabile al tab “Passo dopo passo“.

Sabato 3 ottobre ho partecipato, da uditrice, all’incontro organizzato a Bologna dall’APIDIS e intitolato “L’insegnante di italiano a stranieri: una figura tra risposta a bisogni specifici e bisogno di riconoscimento specifico. Una sintesi necessaria”.

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Riconoscimento alla tavola rotonda di Apidis sabato 3/10/15

Post Apidis

Riconoscimento Nazionale parteciperà alla tavola rotonda organizzata da Apidis, a Bologna il 3 ottobre, in occasione dell’assemblea annuale.

Per l’occasione Riconoscimento sarà rappresentato da Laura Cambriani. Speriamo che la tavola rotonda sia un’occasione per conoscerci di persona, presso il Centro Civico Lame “Lino Borgatti” (sala ‘Piazza’ – piano terra), via Marco Polo 51 (Quartiere Navile) dalle ore 9 alle ore 13.

L’incontro ha lo scopo di promuovere un dibattito pubblico sul ruolo sociale e il riconoscimento professionale dell’insegnante di italiano a stranieri. L’insegnante di italiano a stranieri lavora in vari contesti: come esperto esterno nella scuola e nei CPIA, come ‘formatore’ o CEL nelle università, ma anche come ‘facilitatore linguistico’ nel terzo settore (associazioni, cooperative sociali) e infine nelle scuole private. E’ necessaria quindi una sintesi delle competenze che definiscono il profilo professionale dell’insegnante di italiano a stranieri: quali titoli accademici, titoli culturali e titoli di servizio lo identificano?

 N. B. La partecipazione all’incontro è gratuita, ma è necessario prenotarsi scrivendo una mail con il proprio nome e cognome all’indirizzo presidente@apidis.it le iscrizioni saranno accettate fino alla capienza della sala che ospita l’incontro (100 posti).

Altre info sugli interventi di apertura, tavola rotonda e su come raggiungere il Centro Civico Invito e programma incontro APIDIS_3 ottobre 2015.