Agosto 2016: nuovi #requisiti per insegnare #italianoastranieri

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Finalmente torniamo a trattare un argomento che non sia la fantomatica #CDCA23 per continuare a tenervi reattivi e ?*&£##*@@!!# parlandovi questa volta dei requisiti richiesti da due bandi circolati in questi giorni: il primo è quello dell’Università di Perugia, il secondo è quello dell’IIC di Amsterdam.

Da sotto l’ombrellone sono sicura che avrei potuto leggere tali requisiti sbadigliando mentre -intimando “sciò sciò” alla sabbia- assecondavo dolcemente la palpebra calante. Se mi fossi trovata su un’altra galassia, ci avrei buttato uno sguardo distrattamente, mentre fluttuando tra una costellazione e l’altra cercavo di sviare un asteroide.

Ma purtroppo dallo schermo di un computer ho meramente assistito quasi inerme al penetrare di sciami di mosche nelle mie fauci senza nemmeno chiedere permesso.  Continua a leggere

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#CDCA23 Abilitazione: i requisiti minimi “for dummies”

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Permetteteci l’ironia.

In realtà è stato importante anche per noi ritornare sulla proposta. Abbiamo ampliato la spiegazione cercando, nel contempo, di rispondere ad alcune delle domande più comuni che abbiamo ricevuto.

L’articolo è corredato da un podcast di prova, un esperimento di 2′ su Soundcloud, assolutamente facoltativo, in cui ritorniamo sulla proposta e sui motivi che ci hanno spinti a concepirla tale.

Chiudiamo ricordandovi che accogliamo volentieri proposte che cerchino di ricalibrare gli scaglioni. Inviatele a riconoscimentol2ls@gmail.come e le renderemo pubbliche. Però, sbrighiamoci che il Parlamento ha già ripreso i lavori!


 

Bozza della Tabella A

La proposta denominata “a scaglioni” divide le lauree in tre gruppi. Prevede tre parametri: Lauree, Titoli di Specializzazione e Ore di Servizio. Continua a leggere

Petizione contro la chiusura di vari IIC

IIC

Sono incappata quasi per caso in una petizione in sostegno (contro la chiusura) di alcuni IIC sparsi per il mondo promossa da Landolfo Rufolo. Ha già raccolto oltre 3000 firme, riguarda -oltre agli istituti di Ankara, Vancouver, Francoforte, Lione, Stoccarda e Salonicco di cui abbiamo già parlato– anche quello di Lussemburgo e Wolfsburg (Germania) e tra i primi firmatari ci sono anche dei nomoni famosi, tra cui il grande Marco Baliani! 😉

Queste petizioni servono e lo dimostra la sorte di quello di Stoccarda -storia a lieto fine- nonché Riconoscimento -nato proprio a seguito di una petizione. Per cui firmate e fate girare, passiamo ore su Fb, firmare e inoltrare sono azioni che si realizzano in meno di un minuto.

RicoAmbra

 

 

 

Docenti di lingua-cultura italiana, precari e bistrattati all’estero

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Non poteva mancare anche sul nostro blog l’articolo di Fabrizio Lorusso sulla situazione dell’insegnamento della lingua italiana all’estero. L’articolo è apparso recentemente su altri siti: Carmilla Online, Minima et Moralia, La poesia e lo spirito e più recentemente su Ildueblog.

Nel dibattito sul precariato e il riconoscimento dei docenti di linguacultura[[i]] italiana a stranieri e delle figure specializzate nell’insegnamento L2/LS (lingua seconda/lingua straniera) c’è poca informazione sul caso delle istituzioni italiane all’estero, in particolare degli Istituti Italiani di Cultura (IIC). La precarietà imperante, a livello umano e lavorativo, in quello di Città del Messico è rappresentativa di una situazione generale preoccupante che vale la pena raccontare. Nell’articolo “Certificare il precariato, didattizzare lo sfruttamento”, uscito in gennaio su Carmilla on line, Claudia Boscolo criticava giustamente la decisione del Comune di Brescia di creare un albo di ex insegnanti in pensione, disponibili a insegnare italiano agli studenti migranti, per sopperire alla carenza strutturale di personale nelle scuole.

Riconoscere la professionalità dei docenti L2/LS

Si cerca di risparmiare recuperando docenti in pensione, in vena di fare del volontariato, ed escludendo le nuove figure professionali dei facilitatori linguistici, dei mediatori culturali e dei docenti specializzati nell’insegnamento dell’italiano come L2/LS. Tutta gente che ha dovuto ottenere dei titoli di studio ad hoc per specializzarsi o che comunque deve accumulare un’esperienza specifica ampia prima di insegnare a stranieri. Continua a leggere

Il Fatto Quotidiano e l’insegnamento dell’italiano all’estero

Fatto quotidiano

Un appello di Thomas Mackinson, il giornalista de Il Fatto Quotidiano che ha scritto sull’ IIC di Bruxelles e che adesso
cerca insegnanti che abbiano avuto esperienze simili in istituzioni italiane all’estero (IIC, Dante Alighieri fondamentalmente).

Cari professori fantasma,
vi scrivo per segnalarvi che sto lavorando alla quinta inchiesta sull’insegnamento all’estero per andare oltre Bruxelles, un caso che spero abbia contribuito a rendere ineludibile il tema del precariato e del mancato riconoscimento delle LS e L2. Ne sono scaturite un’ interrogazione parlamentare e un’interpellanza urgente al ministro Mogherini con richiesta di riferire in aula, sul caso Bxl e sulla condizione degli insegnanti all’estero.
Ora sto mettendo ordine alle altre segnalazioni che ho ricevuto su situazioni oltre il limite dello sfruttamento e la soglia di dignità. Alcune risolte in causa, altre concluse in un abbandono.
Vi chiedo se ne avete altre di contattarmi all’indirizzo thomas.mackinson@gmail.com, riassumendo in poche righe l’esperienza e i problemi che avete avuto e mettendo i contatti telefonici.
L’esperienza su Bxl insegna che la malagestione dell’ente (istituto, ministero, parlamento…) incrocia e alimenta quella del personale docente. I conti sballano, i contratti e diritti saltano etc. Dai professori fantasma si impara una diversa lezione: si deve resistere per insegnare, si può insegnare a resistere. Resistete. Affettuosi saluti. tm

Ne approfittiamo per ricordarvi un articolo scritto recentemente proprio sugli IIC e la DA, nonché il lungo intervento di Federiga Bindi, ex direttrice dell’IIC di Bruxelles.

 

Riconoscimento e le DA e gli IIC nel mondo

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Pubblichiamo questa lunga riflessione scritta da Ilaria Molineri. Oltre a sensibilizzare i lettori sull’argomento, vorremmo anche che colleghi che hanno insegnato nelle varie Dante Alighieri sparse in Italia e all’estero ci contattassero per poter raccogliere delle testimonianze da includere in una lettera di protesta formale, da inviare poi alle varie DA coinvolte, nonché alla sede centrale, che non può non essere a conoscenza dei fatti che vengono qui raccontati.

Insegnare lingua italiana all’estero, sì ma dove, e come?

Le possibilità sembrerebbero quasi infinite, 90 Istituti Italiani di Cultura (IIC), 430 comitati Dante Alighieri (DA) in Italia e nel mondo, scuole italiane, università… una più inaccessibile dell’altra. Molti di noi lavorano presso atenei all’estero a cui sono arrivati grazie a una procedura di selezione aperta, chiara e trasparente; sono ricercatori, lettori che affiancano all’insegnamento delle lingua anche il lavoro più prettamente accademico, quindi letteratura, cinema, storia, a seconda del loro percorso.

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Riconoscimento e l’Accademia di Belle Arti di Roma

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Inondare caselle email con lettere di protesta sembra una delle principali occupazioni di Riconoscimento&friends.
L’ultima, in ordine cronologico, ad essersi meritata la nostra attenzione è l’Accademia di Belle Arti di Roma, che il 10 febbraio ha indetto un bando per stilare una graduatoria con dei criteri alquanto discutibili.
Due esempi che riuscirebbero a convincere dell’iniquità del bando anche le pietre: tra i requisiti la sola laurea in lingua e letteratura italiana e il fatto che al requisito “conoscenza della L1 dello studente” (il cinese) si possono riconoscere fino a 11 punti, mentre al percorso formativo accademico <<titoli di studio ulteriori oltre a quelli richiesti per l’accesso al Bando: fino a un massimo di 10 punti>>.

Sulla pagina Fb è stata messa a disposizione di tutti il testo di un’email da inviare e i relativi indirizzi a cui recapitarla. Chiediamo a tutti i lettori di sostenere questa campagna di Riconoscimento inviando la lettera. Continua a leggere